Coronavirus, alle Mauritius adesso la spesa si fa in ordine alfabetico

Trenta minuti di tempo per girare tra gli scaffali del supermercato, e non di più. L'arcipelago combatte così gli assembramenti da supermarket
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – In massimo mezz’ora e soprattutto in giorni predeterminati, sulla base di un ordine alfabetico per cognome: sono queste le disposizioni che i cittadini delle Isole Mauritius dovranno rispettare per fare la spesa nel quadro delle restrizioni per contenere la diffusione del Covid-19.

Il primo ministro dell’arcipelago, Pravind Jugnauth, ha detto alla stampa locale che l’obiettivo del provvedimento è evitare gli assembramenti nei supermercati, che rimarranno peraltro chiusi la domenica. Il premier ha inoltre annunciato che la fine della serrata di tutte le attività non essenziali, prevista inizialmente per oggi, sarà estesa fino al 15 aprile.

“DENUNCIATE I NEGOZI CHE GONFIANO I PREZZI”

Nei giorni scorsi Jugnauth si era occupato di un altro problema che sta colpendo gli abitanti delle Mauritius: l’aumento indiscriminato dei prezzi dei beni di prima necessità. Il primo ministro, riferisce il quotidiano Le Mauricien, aveva invitato i connazionali a denunciare i negozi che applicano tariffe più elevate durante il periodo di quarantena. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) a oggi i casi confermati di Covid-19 nelle Mauritius sono 154. Almeno cinque i decessi.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»