Giornata nera per Salvini, doppio schiaffo dal M5S

L'editoriale di Nico Perrone, direttore dell'agenzia di stampa Dire
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Era un trionfo quotidiano. Ogni volta l’uscita di Matteo Salvini spiazzava e creava problemi dentro il M5S. Fino ad oggi. Questa volta Di Maio e il suo Movimento hanno piazzato un paio di colpi all’alleato leghista, di quelli che fanno male.

Quello più pesante è sull’emendamento per introdurre in Italia la castrazione chimica, sostenuto fino all’ultimo dal leader del Carroccio e dal ministro, leghista, Giulia Bongiorno. La castrazione chimica contro chi si rende colpevole di aggressioni sessuali «è una procedura in vigore in altri Stati», hanno detto fino all’ultimo. Ma Di Maio e il M5S hanno detto no, sbarrando il passo alla marcia trionfale. Vista la mala parata, con la possibilità che l’emendamento fosse bocciato con il voto favorevole degli alleati, la ministra Bongiorno, masticando amaro, è stata costretta a ritirarlo. Con somma gioia dei ‘grillini’ che portano a casa il risultato.

Seconda botta, questa più leggera ma comunque fastidiosa, il leader della Lega se l’è presa oggi in Sardegna. Era volato all’alba per incontrare i lavoratori in cassa integrazione dell’Alcoa e i pastori sempre in lotta. E mentre lui parlava, da Roma il socio e ministro Di Maio faceva sapere al mondo che finalmente aveva sbloccato i fondi per gli ammortizzatori sociali per 60mila lavoratori in difficoltà, compresi quelli Alcoa. A sottolineare che mentre Salvini parla, lui risolve con «azioni concrete».

Riuscirà questo cambio di strategia, più aggressivo, a portare voti al M5S che i sondaggi danno in caduta?

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