giovedì 12 Marzo 2026

In Medio Oriente “scenari inediti”, Crosetto: “I Paesi del Golfo chiedono aiuto, totalmente a favore”

Ma "serve più flessibilità operativa nelle missioni". Cosa ha detto il ministro nell'audizione alle commissioni Esteri e Difesa: "Finora nessuna conseguenza per i nostri soldati, danni limitati"

di Mirko Gabriele Narducci, Emanuele Nuccitelli e Redazione

ROMA – Serve “maggior adattamento operativo” per affrontare i nuovi scenari di guerra in Medio oriente. Ergo: bisogna cambiare con urgenza le norme che disciplinano la partecipazione italiana alle missioni internazionali, in modo da accelerare l’iter necessario a trasferimenti e logistica degli assetti militari. È la richiesta del ministro della Difesa Guido Crosetto a senatori e deputati, riuniti alle commissioni congiunte Affari esteri e Difesa di Senato e Camera, nell’audizione, con il ministro Tajani, sulla situazione in Iran e nel Golfo Persico. Crosetto ha anche rivelato di aver ricevuto richiesta di aiuti da parte dei Paesi del Golfo piegati in queste ore dai raid di Teheran e si è detto “totalmente a favore” perché “una mano agli alleati va data, quando come in questo caso, come in Ucraina, subiscono un’aggressione ingiusta”

“Abbiamo scenari mai sperimentati prima. Monitoreremo con massima attenzione l’evoluzione della crisi adeguando di conseguenza le misure necessarie a tutela del personale e degli interessi nazionali”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, spiegando le necessità operative delle forze militari italiane presenti nell’area.

“UNA CRISI AD ELEVATA INTENSITÀ E AMPIEZZA, SERVE IL COORDINAMENTO CON GLI ALLEATI

“La crisi in corso presenta caratteristiche di elevata intensità, ampiezza e un’evoluzione estremamente rapida che richiede attenzione costante e coordinamento con gli alleati capacità di adattamento operativo” , ha spiegato in audizione il ministro della Difesa, Guido Crosetto.

“NORME PIÙ FLESSIBILI PER LA PARTECIPAZIONE ALLE MISSIONI

“L’esperienza di queste ore conferma la necessità di avviare una riflessione sugli strumenti normativi che disciplinano la partecipazione italiana alle missioni internazionali. L’attuale quadro legislativo definisce e autorizza le missioni sulla base di scenari internazionali che possono mutare rapidamente e imprevedibilmente, tuttavia le crisi contemporanee evolvono a una velocità tale da richiedere in alcuni casi di adeguare tempestivamente la presenza militare ridislocando forze e assetti in funzione delle esigenze operative e della sicurezza del personale”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto davanti alle commissioni congiunte Affari esteri e Difesa di Senato e Camera.
Per Crosetto “è dunque opportuno valutare strumenti che consentano ancora maggiore flessibilità operativa nel pieno rispetto del Parlamento, per garantire che lo strumento possa rispondere con prontezza a qualunque tipo di evoluzione e di crisi possiamo trovarci davanti”.

“I PAESI DEL GOLFO AGGREDITI INGIUSTAMENTE COME L’UCRAINA”

“Ho avuto richieste di aiuto dai Paesi del Golfo. E la richiesta di aiuto non è un intervento militare da parte nostra, ma sistemi di difesa aerea, missilistica, anti-droni, possibilità di dare protezione, perché si sono sentiti attaccati senza aver provocato questa guerra”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto in audizione. La decisione di intervenire “è una scelta che ha una valutazione politica, economica e internazionale che personalmente mi vede totalmente a favore- spiega- penso che una mano agli alleati vada data, soprattutto quando sono asset fondamentali della nostra economia e sopravvivenza, e quando come in questo caso, come in Ucraina, subiscono un’aggressione ingiusta”.

“FINORA NESSUNA CONSEGUENZA PER I NOSTRI MILITARI, DANNI LIMITATI A DUE STRUTTURE”

Quindi i riferimenti sullo stato dell’arte attuale: “A oggi sono stati registrati esclusivamente danni materiali limitati in alcune infrastrutture in Kuwait e presso l’aeroporto di Al Salem, senza alcuna conseguenza per i nostri militari“. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto in audizione davanti alle commissioni congiunte Affari esteri e Difesa di Senato e Camera sulla situazione in Iran e nel Golfo Persico.

“2.500 UNITÀ DI PERSONALE IN MO, RISCHI GIÀ MITIGATI NELLE SCORSE SETTIMANE”

L’Italia mantiene da molto tempo una presenza articolata nell’area nell’ambito di missioni di coalizione contro il terrorismo, missioni Nato, operazioni dell’Ue di sicurezza marittima e attività bilaterali di cooperazione e addestramento. Il dispositivo nazionale nell’area del Golfo e limitrofe ammonta a circa 2.500 unità tra Mar Rosso, Oceano Indiano, Egitto, Iraq, Qatar, Kuwait Bahrein, Libano e Israele. I rischi per il nostro personale sono stati mitigati già nelle scorse settimane, è stata alleggerita la presenza del personale non indispensabile, riviste le procedure di sicurezza e i piani per fronteggiare le emergenze”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto in audizione davanti alle commissioni congiunte Affari esteri e Difesa di Senato e Camera sulla situazione in Iran e nel Golfo Persico.

“COLPITE PETROLIERE, RISCHI PER GLI EFFETTI DI UNA GUERRA COMMERCIALE”

Po la disamina sugli effetti dei raid sul commercio. “Dopo il caso della Skylight, ulteriori petroliere sono state colpite. Il traffico commerciale risulta fortemente ridotto con numerose unità che hanno invertito la rotta o sospeso la navigazione. Le principali compagnie armatoriali hanno congelato temporaneamente le operazioni nella regione mediorientale. La guerra commerciale è uno dei temi che dobbiamo porci: dove non arrivano i missili arrivano gli effetti economici sia diretti che indiretti della guerra”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto in audizione davanti alle commissioni congiunte Affari esteri e Difesa di Senato e Camera sulla situazione in Iran e nel Golfo Persico.

“EFFETTI IMMEDIATI SUI PREZZI DELL’ENERGIA”

Questa crisi conferma che l’energia non è soltanto una variabile economica, ma una componente strutturale della sicurezza strategica. La sicurezza degli approvvigionamenti energetici è oggi direttamente connessa alla stabilità internazionale e alla sicurezza economica nazionale ed europea”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in audizione davanti alle commissioni congiunte Affari esteri e Difesa di Senato e Camera sulla situazione in Iran e nel Golfo Persico.
“La questione degli approvvigionamenti energetici rappresenta un ulteriore rilevante elemento di criticità, considerato che la Regione del Golfo costituisce uno nodo essenziale per il trasferimento di una quota significativa dell’energia globale. Gli effetti della crisi sono già evidenti oggi”, prosegue Crosetto che riporta come “il prezzo del greggio ha registrato un incremento sostanziale. Analoghe dinamiche si osservano sul gas naturale liquefatto, riflettendo il rischio percepito di interruzioni delle forniture.

L’aumento dei costi assicurativi per il trasporto e la crescente incertezza sulle rotte stanno contribuendo a alimentare pressioni inflazionistiche, con possibili ricadute sui costi industriali, trasporti e più in generale sulla stabilità economica europea”, aggiunge il ministro, che ricorda: “Dallo stretto di Hormuz transita circa il 20% del petrolio mondiale, pari a circa 17-20 milioni di barili al giorno e oltre il 30% del commercio globale di gas liquefatto, si tratta di una delle principali arterie energetiche del sistema economico internazionale e anche una riduzione parziale a un aumento del rischio percepito è sufficiente a produrre effetti immediati sui prezzi, premi assicurativi, disponibilità delle forniture”.

“I COSTI DEI TRASPORTI COMMERCIALI GIÀ IN AUMENTO DEL 30-50%”

“Le prime reazioni del mercato indicano già una contrazione del traffico commerciale e un aumento significativo dei costi di trasporto e assicurazione, in alcuni casi del 30-50%, a conferma dell’elevata sensibilità del sistema energetico globale alla stabilità della regione”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto in audizione davanti alle commissioni congiunte Affari esteri e Difesa di Senato e Camera sulla situazione in Iran e nel Golfo Persico.

“CHI NON HA NULLA DA PERDERE PUÒ FARE FOLLIE INIMMAGINABILI”

“L’attacco a Cipro ha un significato superiore a quello che gli abbiamo dato: in una guerra in cui c’è qualcuno che pare non avere nulla da perdere, la possibilità che ha di fare delle cose che a noi sembrano folli è superiore alla nostra capacità di immaginazione”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto in audizione davanti alle commissioni congiunte Affari esteri e Difesa di Senato e Camera sulla situazione in Iran e nel Golfo Persico.

“HO VISTO I DANNI A DUBAI, IN ITALIA UN ATTACCO CON DRONI FAREBBE MOLTO PEGGIO”

“Un attacco simile cosa farebbe in Italia? Ho visto da vicino cosa ha fatto a Dubai, e in Italia farebbe peggio. Perché le difese da queste nuove armi, soprattutto i droni, sono molto più difficili che non rispetto alle armi tradizionali”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto in audizione davanti alle commissioni congiunte Affari esteri e Difesa di Senato e Camera sulla situazione in Iran e nel Golfo Persico. (“Mentre l’Italia ha una difesa aerea verso armi più pericolose, come i missili, dal punto di vista di quel tipo di attacchi l’Italia e i Paesi europei sono più indietro, e si stanno avvicinando negli ultimi due anni con investimenti continui, ma la soluzione ci sarà nel giro di qualche mese o anno”, ha aggiunto Crosetto.

“NESSUN PAESE UE ERA STATO INFORMATO”

“Noi non è che non siamo stati informati come Italia di quello che è successo o di quando successo. Nessun Paese” lo è stato. “Ho scritto a tutti i miei colleghi ministri di Difesa e nessun paese europeo ha ricevuto alcuna informazione se non quando gli aerei erano in volo”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel corso delle repliche durante l’audizione davanti alle commissioni congiunte Affari esteri e Difesa di Senato e Camera sulla situazione in Iran e nel Golfo Persico.
“Nessuno in Occidente, in Oriente, nei Paesi arabi era stato minimamente informato”, aggiunge Crosetto

“NON SUDDITANZA CON GLI USA, MA UNA PRUDENZA NECESSARIA PER SOPRAVVIVERE IN NUOVO MONDO”

“Non esiste una questione di sudditanza nei confronti di nessuno, esiste solo la consapevolezza del nostro ruolo e del nostro peso, così come della Germania e della Francia, in un mondo che è cambiato e in cui il dialogo avviene non attraverso gli organismi multilaterali ma attraverso la potenza degli Stati e in cui gli snodi che abbiamo davanti sono in una rivoluzione tecnologica che è una voragine di energia e materie rare”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto in audizione davanti alle commissioni congiunte Affari esteri e Difesa di Senato e Camera sulla situazione in Iran e nel Golfo Persico.
“Non è una scelta di questo Governo, è un nuovo scenario che abbiamo davanti in cui Paesi come il nostro o l’Europa intera si muovono con la prudenza che è necessaria per sopravvivere quando ci sono acque come queste, cercando di mantenere aperte le idee del multilateralismo e del diritto”, ha aggiunto Crosetto.

(photo credit: Onu Italia/Web)

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