giovedì 12 Marzo 2026

Trapianto Napoli, la direttrice generale dell’Azienda dei Colli promette: “Da subito indagini interne senza sconti a nessuno”

Dalla riunione urgente del 30 dicembre "descrizione sommaria non esaustiva" Anna Iervolino avvia un audit per approfondire quanto accaduto

NAPOLI – La prima riunione all’ospedale Monaldi di Napoli dopo il trapianto di cuore del 23 dicembre 2025 su Domenico Caliendo, il bimbo di due anni e mezzo morto lo scorso 21 febbraio, si è tenuta – convocata “con urgenza” da direzione generale e direzione sanitaria – nella mattinata del 30 dicembre 2025 “a seguito delle notizie apprese per le vie brevi tese ad informare in tempo reale sullo stato di salute del piccolo paziente”. Nel resoconto, contenuto nella documentazione inviata dalla Regione Campania al ministero della Sanità, si legge che “su quanto verificatosi si intende fare chiarezza viste apparenti contraddizioni fra quanto riportato nell’immediatezza ‘intervento di trapianto riuscito ma il paziente esce in ecmo dalla sala operatoria’ che è un rischio ascrivibile ai trapianti e voci di corridoio che si rincorrono in questi giorni”. E a ribadire la rapida attivazione del controllo interno è Anna Iervolino, direttrice generale dell’Azienda dei Colli a cui afferisce il Monaldi, che in una lettera al quotidiano Il Mattino scrive: “All’azienda dei Colli il compito delle indagini interne. Queste indagini sono cominciate subito: non appena sussurri interni hanno fatto dubitare che dietro le parole ufficiali “il cuore non è ripartito, il bimbo esce in ecmo” ci fosse più di una complicanza di un intervento chirurgico”.

Nella stessa riunione il cardiochirurgo che ha operato il bambino, si legge negli atti consegnati al ministero, “è fermamente convinto della bontà degli atti chirurgici, sia del cuore prelevato definito “perfettamente “prelevato e integro”, sia del trapianto che non perde sangue in nessuna anastomosi. A ribadire la sua sicurezza, aggiunge, che chiederà egli stesso riscontro autoptico qualora si verificasse l’exitus a tutela della sua reputazione”. Al termine dell’incontro sarà la stessa Iervolino a sottolineare che “questa sommaria descrizione non appare esaustiva e che seguirà richiesta di relazione scritta per assumere i provvedimenti necessari”. E dopo il ricevimento, l’8 gennaio, della relazione scritta si riterrà “necessaria l’attivazione di un audit per approfondire quanto accaduto”. Per la direttrice generale “i fatti sono emersi con tanta puntualità perché l’Azienda ha fatto le indagini interne, le ha formalizzate in verbali e relazioni, in resoconti e provvedimenti sanzionatori, di revoca e sospensione, senza fare sconti a nessuno”. E ancora rimarca come le indagini interne si sono sviluppate in relazioni scritte, in commissioni di indagini, in verbali di audit, veri e propri interrogatori durante i quali, via via, sono stati approfonditi gli eventi fino a comprendere come gli stessi siano avvenuti, ipotizzandone le cause e facendone emergere l’enorme gravita. Questi atti interni, redatti dall’Azienda, sono stati messi a disposizione dell’autorità giudiziaria che indaga già dall’11 gennaio”. Iervolino conclude “rinnovando le condoglianze della direzione ai familiari di Domenico nel cui ricordo l’Azienda continuerà a ricercare incessantemente la verità e a lavorare perché nulla di simile possa mai più accadere”.

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