giovedì 5 Marzo 2026

Operaio morto all’Ex Ilva, il sindaco di Taranto: “Se non è più sicura, quella fabbrica va chiusa”

Il primo cittadino Piero BItetti interviene dopo un nuovo incidente mortale nello stabilimento siderurgico pugliese

BARI – “Voglio mandare un messaggio chiaro: non si può morire per il lavoro”. A parlare della morte di Loris Costantino, l’operaio di 36 anni deceduto questa mattina, a seguito del cedimento di una griglia, nello stabilimento ex Ilva di Taranto, è il sindaco Piero Bitetti.

Il primo cittadino interviene sulla notizia della scomparsa dell’operaio di 36 anni della borgata di Talsano: è deceduto questa mattina, 2 marzo, in ospedale Santissima Annunziata dove era stato trasportato dopo un volo di 10 metri da una passerella sul luogo del lavoro: le sue condizioni sono apparse subito gravissime ai primi soccorritori. L’uomo lascia due figli.

“SOLO 40 GIORNI FA UN’ALTRA GIOVANE VITA SPEZZATA”

“La situazione – dice Bitetti- è ormai inaccettabile, circa 40 giorni fa c’è stato un altro evento, con un’altra giovane vita spezzata, un’altra famiglia distrutta. Questo ormai è diventato insopportabile e insostenibile”.
Per il sindaco di Taranto “prima di ogni altra cosa c’è una priorità, la priorità delle priorità, che è la sicurezza. Chiederò a sua eccellenza il prefetto di convocare un tavolo con gli organi preposti al controllo per capire se quei luoghi di lavoro sono luoghi dove si può lavorare in sicurezza. Se quei luoghi di lavoro non sono più sicuri, quella fabbrica va chiusa. Non ci sono altri ragionamenti da fare”.
“Siamo tutti particolarmente affranti, mortificati, sentiamo la responsabilità di un territorio che si sta rimboccando le maniche, ma ormai – conclude Bitetti – siamo arrivati a una condizione tale che nessuno più si può girare dall’altra parte”.

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