BOLOGNA – È bastata “mezz’ora con la forza” per sgomberare il cantiere occupato del Museo dei bambini al Pilastro, a Bologna, da parte delle forze dell’ordine, con un bilancio di “cinque fermi e di manganellate anche contro una persona ferita, per la quale non era stato predisposto alcun servizio di soccorso”. E all’arrivo dell’ambulanza, “arrivata in ritardo”, sono seguiti “ulteriori momenti di tensione, tra minacce e violenze”. È quanto riporta Potere al popolo in merito allo sgombero del cantiere del Muba di stamane, accompagnando a un post sui suoi canali social un video degli scontri.
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“Quello a cui abbiamo assistito questa mattina è gravissimo: non solo un primo assaggio del clima repressivo che si sta imponendo con il cosiddetto decreto sicurezza, ma una vera dimostrazione di forza che sostituisce ogni reale percorso di confronto”, si legge nel post. “Da oltre due mesi residenti e cittadini chiedono un dialogo sul futuro di uno spazio verde centrale per la vita del quartiere, opponendosi alla sua trasformazione e alla privatizzazione degli spazi pubblici”. Ancora una volta, prosegue il testo, “le parole su partecipazione, ascolto ed ecologia sbandierate dalla giunta Lepore si scontrano con una realtà fatta di manganelli, sgomberi e militarizzazione dei quartieri”.
GLI ATTIVISTI: “ANDIAMO IN QUESTURA E CONSIGLIO COMUNALE”
“Invitiamo tutte e tutti a raggiungere subito la Questura di Bologna per chiedere il rilascio immediato dei fermati. A seguire andremo a chiedere conto alla giunta Lepore di quanto accaduto questa mattina”. Dopo lo sgombero di questa mattina al cantiere del Museo dei bambini al parco del Pilastro, la protesta degli attivisti contrari al progetto si sposta prima in Questura, dove sono stati portati “sei compagni fermati”, e poi in Consiglio comunale, dove “andremo a chiedere conto alla giunta Lepore delle scene di violenza inaudita e del dispiegamento di forze degno di uno Stato di polizia. Violenze e soprusi di cui Lepore deve rendere conto ai cittadini”. Lo annuncia il comitato Mubasta sui social. “Dalle sei di questa mattina il Pilastro è stato teatro di una violenta operazione di polizia- si legge nel post- manganelli, repressione e un enorme dispiegamento di forze per sgomberare il presidio a difesa del parco. È questa la ‘partecipazione’ che abbiamo sperimentato sulla nostra pelle questa mattina. È questa la violenza con cui vogliono imporre il Muba”.
TRE ATTIVISTI ARRESTATI E 3 DENUNCE
È di tre arresti e altrettante denunce a piede libero il bilancio dello sgombero, avvenuto questa mattina al Pilastro, del presidio che si opponeva alla costruzione del Museo delle bambine e dei bambini. Lo fa sapere la Questura di Bologna. Nello specifico, si legge nella nota, “tre cittadini italiani, due uomini e una donna, protagonisti di iniziative particolarmente aggressive, sono stati arrestati per resistenza a pubblico ufficiale e interruzione di pubblico servizio” e verranno portati nel carcere della Dozza in attesa dell’udienza di convalida, che a quanto si apprende dovrebbe svolgersi domani mattina. La Questura scrive inoltre che “uno dei tre, un ragazzo nato nel 1999, è un noto militante dei gruppi più estremi dell’area ambientalista, denunciato già due volte nel corso della settimana scorsa in quanto aveva già tentato di ostacolare i lavori”. Gli altri tre attivisti portati in Questura, due uomini e una donna, “sono stati denunciati in stato di libertà per gli stessi reati. Nei confronti di tutti e sei, precisa poi la Questura, “la Divisione Anticrimine sta predisponendo l’emanazione di provvedimenti di competenza, tra cui avvisi orali e fogli di via obbligatori“.
La Polizia è arrivata nell’area del cantiere, occupata nella notte del 26 febbraio, intorno alle 6.30 di questa mattina. Dopo “numerosi e vani tentativi di interlocuzione della Digos con i manifestanti presenti, finalizzati- riporta la Questura- ad allontanarli per riprendere i lavori e per garantirne l’incolumità fisica, in quanto accampati in una area cantieristica in violazione della normativa in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro”, è partito lo sgombero vero e proprio, dato che “gli attivisti hanno opposto resistenza ai Reparti schierati“.
Nel corso delle operazioni, un funzionario di Polizia “è rimasto ferito ad una mano, ricorrendo a cure mediche, e un manifestante ha richiesto ausilio sanitario, prontamente fornito con intervento del 118”. Infine, la Questura scrive che “alcuni dei manifestanti che si sono radunati questa mattina nell’area cantieristica sono gli stessi che hanno partecipato ai danneggiamenti del cantiere di qualche giorno fa”.







