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Favoloso Furlani, a Glasgow il suo salto in lungo è d’argento

Il talento azzurro diventa il più giovane medagliato di sempre nel lungo alla rassegna iridata al coperto

Pubblicato:02-03-2024 16:16
Ultimo aggiornamento:02-03-2024 16:17
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mattia furlani
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ROMA – Ancora una medaglia per l’Italia ai Mondiali indoor di Glasgow. È il favoloso argento nel lungo di Mattia Furlani, a diciannove anni, con 8,22 realizzando la stessa misura del fuoriclasse greco Miltiadis Tentoglou che vince per il secondo miglior risultato: 8,19 contro 8,10, scrive in una nota la Federazione Italiana di Atletica Leggera. Entrambi arrivano a 8,22 con il primo tentativo e poi si sfidano in un duello appassionante, risolto sul filo dei centimetri. Per Furlani anche altri due salti sopra gli otto metri con 8,10 al quarto turno, che lo porta provvisoriamente al comando, e 8,04 al quinto. In una gara che lo vede insidiare il numero uno della specialità, campione in carica di tutto, oro olimpico, mondiale ed europeo indoor e all’aperto, chiamato a impegnarsi fino in fondo per ripetersi. Il talento azzurro diventa il più giovane medagliato di sempre nel lungo alla rassegna iridata al coperto. Ormai è protagonista tra i grandi, dopo l’oro europeo under 20 dell’anno scorso e quello under 18 della stagione precedente, e dopo il fantastico record italiano assoluto di 8,34 siglato due settimane fa. Si mette al collo il primo argento azzurro nella storia della manifestazione dopo quattro bronzi, tre di Giovanni Evangelisti (1985, 1987, 1991) e uno di Andrew Howe (2006).

Terzo posto con 8,21 al giamaicano Carey McLeod che fa tremare i primi due, a un solo centimetro. Negli 800 metri si qualifica per la finale Catalin Tecuceanu, secondo nella sua semifinale con 1:48.13 conquistando un posto tra i migliori sei al mondo: appuntamento alle ore 22.10 di domenica. Al femminile esce a testa alta Eloisa Coiro, quarta in semifinale in 2:00.13. Missione compiuta nel primo turno dei 60 metri per Zaynab Dosso che vince la propria batteria in 7.10 con il quarto crono complessivo e per Lorenzo Simonelli nei 60 ostacoli, avanti con il successo parziale in 7.61.

DOVE VEDERE L’ATLETICA IN TV

Questa sera in gara 7 azzurri, dopo il bronzo di Leonardo Fabbri nel peso di ieri: finale dell’asta con Roberta Bruni alle 20.05 e del triplo per Emmanuel Ihemeje alle 20.40, nei 3000 metri Ludovica Cavalli (ore 21.15), Pietro Arese e Federico Riva (alle 21.40) oltre alle semifinali di Lorenzo Simonelli nei 60 ostacoli e Zaynab Dosso sui 60 metri in caccia delle rispettive finali. Diretta tv su Rai 2 dalle 19.45 alle 20.30, su RaiSport dalle 20.30 alle 21.00 e di nuovo su Rai 2 dalle 21.00 alle 23.00.


FURLANI: “GIORNATA PER SEMPRE NELLA MIA VITA”

“È soltanto l’inizio del viaggio- le parole di Mattia Furlani- è una giornata che rimarrà per sempre nella mia vita, una medaglia che significa tanto, più di un argento. È frutto di tante esperienze e lavoro di questi mesi. L’atletica è uno sport biologico, non ci possiamo inventare niente, bisogna solo continuare su questa strada. Non bisogna esaltarsi, ma rimanere con i piedi per terra. Alle 10 di mattina non è facile saltare per me, fosse stato pomeriggio sarebbe stato diverso. Sono entrato in pedana con tutta l’esperienza che ho acquisito e l’ho riversata tutta in questa gara. È un onore sapere che l’ultimo azzurro sul podio ai Mondiali indoor nel lungo era stato Andrew Howe: lui è la storia, vincere una medaglia come lui è qualcosa di incredibile, mi emoziono troppo. Ho pensato all’oro? Certo, a ogni salto, ma Miltidias (Tentoglou, ndr) è un ‘cagnaccio’, difficile da combattere. Sapevo che aveva il salto per valere di più. Ho combattuto con tutti i mezzi che avevo”. “Agli Europei di Roma e alle Olimpiadi di Parigi cercherò di replicare quello che è successo oggi. Il grazie va a tutte le persone che hanno lavorato per raggiungere questo risultato, a partire da mia mamma e allenatrice Kathy Seck: il merito in primis è suo. Ora bisogna continuare. Essere avvolto in questa bandiera tricolore fa un effetto pazzesco: l’ha avuta addosso chi ha fatto la storia, da Pietro Mennea a Gimbo Tamberi e Marcell Jacobs. È un grandissimo onore”, conclude

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