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Arresti a Palermo, Orlando: “Non c’è spazio per i malavitosi”

Il sindaco di Palermo in conferenza stampa ha commentato l'inchiesta sul presunto giro di corruzione che coinvolgerebbe funzionari e consiglieri comunali
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PALERMO – “Ciò che è emerso è la conferma che da parte di questa amministrazione comunale non c’è spazio per interessi malavitosi”. Così il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, in conferenza stampa, parlando dell’inchiesta ‘Giano bifronte’ che ha fatto luce su un presunto giro di corruzione che coinvolgerebbe funzionari e consiglieri comunali.

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“Non possiamo impedire il crimine ma possiamo evitare che faccia danno – ha aggiunto Orlando -. L’inchiesta ha portato uno straordinario fascio di luce, e non di ombra. Ringrazio i pm per ciò che stanno facendo, per quanto mi riguarda mi sono messo a disposizione della Procura“.

ORLANDO: “IL PECCATO FA PARTE DELLA VITA UMANA, MA NON GOVERNA PALERMO”

“Gli insulti a me rivolti da questi personaggi e che ho saputo essere contenuti negli atti giudiziari sono per me titoli di merito e sono la conferma del buon comportamento di questa amministrazione che andrà avanti”. Ad affermarlo è stato il sindaco di Palermo, dichiara Orlando.

“I comitati d’affari possono nascere, perché il peccato fa parte della vita umana, ma non governano Palermo – ha aggiunto il primo cittadino – e quando questi comitati incontrano l’amministrazione comunale sbattono contro una porta chiusa in faccia e sbattono davanti alla porta di un tribunale”. E rispondendo a chi gli chiedeva un commento sulle parole di Emilio Arcuri riportate nell’inchiesta ‘Giano bifronte’, con l’ormai ex assessore che definiva il funzionario Li Castri, a capo dell’Area tecnica riqualificazione urbana, “un imbroglione”, Orlando ha affermato: “L’architetto Li Castri è riconosciuto da tutti come un professionista di altissimo livello e con un curriculum di tutto rispetto. Se ha approfittato di questa sua dignità professionale deve pagare non una ma tre volte”.

VINCENZO DI DIO NUOVO ASSESSORE ALL’EDILIZIA PRIVATA DOPO RINUNCIA DI ARCURI

“Scegliendo Vincenzo Di Dio come assessore all’Edilizia privata ho voluto mandare un messaggio chiaro ai professionisti palermitani che compiono ogni giorno con dignità la loro professione e che non possono essere mortificati da eventuali errori commessi da altri. Sappiano che questa Amministrazione non fa sconti a chi sbaglia”. Così il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, a margine della conferenza stampa convocata a Palazzo delle Aquile per comunicare il nome del successore di Emilio Arcuri dopo il passo indietro di quest’ultimo a seguito dell’inchiesta ‘Giano bifronte’. “La mia è una scelta politica, anche se ho scelto un tecnico”, ha precisato Orlando.

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