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M5S scompare a Roma e Crimi se la prende col Pd

vito crimi
L'editoriale di Nico Perrone per DireOggi
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ROMA – Ormai per il M5S non è più nemmeno allarme rosso, di più. A Roma, dove da quattro anni hanno il sindaco, alle suppletive di ieri, per eleggere il sostituto di Paolo Gentiloni nominato commissario europeo, nel collegio 1 della capitale i ‘grillini’ sono sprofondati al 4,3% tallonati dal comunista Marco Rizzo. Un risultato che conferma la profonda crisi del Movimento che, a questo punto, deve scegliere – e farlo in fretta – da che parte stare. In vista ci sono le elezioni regionali a maggio, dove il Pd sta cercando in tutti i modi di stringere un’alleanza con gli alleati di Governo. Ma dentro al M5S la parte che si rifà all’ex capo politico Luigi Di Maio e al suo reggente Vito Crimi sta cercando di impedire l’accordo in attesa della riscossa, magari con il ritorno del ‘guerrigliero’ Alessandro Di Battista. 

Sarà, ma dentro al Pd si stanno affacciando altri ragionamenti, che scommettono sul disfacimento del M5S. Con l’emergenza coronavirus, infatti, il rischio di elezioni anticipate è scomparso dai radar. Il Governo Conte, nella sfortuna, si è rafforzato, nessuno, nemmeno il leader della Lega, si azzarda più a parlare di voto anticipato. Con il Paese in quarantena e le imprese ferme bisogna trovare risorse per arrivare vivi alla fine dell’epidemia. Ed è proprio sulle risorse che le forze politiche si stanno concentrando. 

Il Pd oggi ha riunito tutte le parti sociali per discutere delle urgenze e priorità. Una riunione che ha mandato su tutte le furie il M5S, che con Crimi ha parlato di scorrettezza. Mercoledì, infatti, era già in programma l’incontro tra il presidente del Consiglio, Guseppe Conte e le parti sociali per mettere giù la lista delle cose da fare. Nel M5S adesso si teme che la ‘lista’ messa a punto dai Dem oggi venga portata all’approvazione diretta, figurando come la principale forza della coalizione. Per questo qualcuno sta già pensando a come far naufragare il piano del Pd. Da parte sua il leader della Lega, Matteo Salvini, morde il freno e cerca di rilanciare sul capitolo risorse. L’Italia chiederà di sforare i vincoli europei e di fare più debito per fronteggiare il coronavirus per quanto riguarda il contraccolpo economico. Salvini è d’accordo, ma quantifica lo ‘sforamento’ in 50 miliardi di euro. Chi spara di più?

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