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VIDEO | 15enne ucciso a Napoli, Costa: “Vita in meno è una sofferenza ma era un rapinatore non un martire”

"I familiari sono delinquenti venuti a devastare un bene di tutti" dichiara il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli nel corso di un sit in all'ospedale Pellegrini di Napoli
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NAPOLI – “Con il massimo rispetto che ho nei confronti di una persona che non c’è più, dico che una vita in meno è una vita in meno per tutta la comunità ed è una sofferenza per tutti, però non dimentichiamo che è un rapinatore. E questo è un fatto”. Così il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, generale dei carabinieri in aspettativa, commenta l’episodio avvenuto sabato notte a Napoli, dove un 15enne è morto durante un tentativo di rapina.

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A sparare al giovane un carabiniere in borghese, vittima della tentata rapina. “Adesso la giustizia farà il suo corso per capire se c’è stato un eccesso di legittima difesa, e questo lasciamolo stabilire al giudice. Resta però il fatto – ragiona il ministro – che due minorenni, un ragazzo di 15 anni e un altro di 17, siano andati a fare una rapina. Resta il fatto che un ragazzo aveva una pistola, seppur non operativa, senza il tappo rosso, quindi non riconoscibile, e di notte ha aggredito una coppia. Tra virgolette io lo considero un rapinatore. Per me chi è veramente un martire è Annalisa Durante”.

BORRELLI: “I FAMILIARI DEL RAGAZZO HANNO DEVASTATO UN BENE DI TUTTI “

“Al di là della vicenda tragica di questo ragazzino e del carabiniere, c’è un tema importante: i familiari e gli amici di questo ragazzino hanno devastato un pronto soccorso dimostrando quanto non amano la città e quanto non amano il prossimo. Un’azione del genere, con i sanitari che hanno fatto di tutto per salvarlo, ha solo una spiegazione: loro se ne fregano del prossimo e non rispettano le esigenze altrui”. Con queste parole il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli, nel corso di un sit in all’ospedale Pellegrini di Napoli, commenta l’episodio di ieri al ps del presidio della Pignasecca.

“Ho visto le immagini – rimarca – e loro hanno picchiato una persona che era ricoverata sdraiata su una barella. Smettiamola di raccontare questa storia del dolore, quelle persone vanno perseguite con il massimo della durezza: sono delinquenti venuti a devastare un bene di tutti”. Le aggressioni – sottolinea Borrelli – non sono un fatto nuovo “e finalmente è arrivato il presidio della polizia, spero che in tutti i pronto soccorso ci sia – conclude – una pattuglia h24 delle forze dell’ordine”.

di Nadia Cozzolino e Elisa Manacorda

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