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Si parla di fecondazione assistita l’8 marzo. Convegno con 4 donne e 21 uomini, è polemica

Cento donne medico- ginecologhe e biologhe- sono insorte contro un convegno sulla procreazione assistita che si svolgerà al Senato l'8 marzo: gli specialisti che parleranno sono quasi tutti uomini
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ROMA – Un convegno, dal titolo ‘Essere mamma‘ e relativo alle tecniche di fecondazione assistita, che si tiene al Senato proprio l’8 marzo, nel giorno della festa della donna. Eppure, a parlare del tema al Senato, saranno solo quattro medici di sesso femminile su una platea di quasi 30 specialisti che interverranno. La scelta ha fatto infuriare molti, e cento donne medico – esperte di embrioni e pma, ma anche ginecologhe e biologhe- hanno deciso di scendere in campo, scrivendo una lettera al ministro Giulia Grillo (che parteciperà all’evento) per protestare. Il convegno è organizzato dalla Fondazione Pma Italia.

 BERNINI: INACCETTABILE CONVEGNO SENZA DONNE

“Incredibile ma vero: il convegno istituzionale sulla scelta di essere mamma, che si terrà al Senato nella Giornata internazionale delle donne vede di fatto escluse proprio le donne dal novero dei relatori. Anche se fosse solo una dimenticanza, sarebbe comunque un fatto imperdonabile. Per questo aggiungo simbolicamente anche la mia firma a quelle delle cento ricercatrici che hanno inviato una garbata ma ferma lettera di protesta alla ministra Grillo”,  afferma Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia.

“Il contributo scientifico fornito dalle donne allo sviluppo della procreazione assistita e nella preservazione della fertilità- prosegue- è stato infatti fondamentale nei campi della medicina e della biologia. Per questo è inammissibile che al convegno sia stata invitata una sola relatrice donna e alla tavola rotonda ventuno uomini e solo tre donne. Non è un problema di rispetto delle quote rosa: si tratta di un’inaccettabile sottovalutazione della nutrita presenza femminile tra le eccellenze scientifiche in un settore cruciale per la vita di tante donne. Mi auguro che la lettera delle cento ricercatrici trovi ascolto al Ministero per evitare che un convegno sulle donne si trasformi in un oltraggio alla loro dignità“.

BINETTI: IGNORARE LA DONNA NEL SUO GIORNO BEFFA RIDICOLA

“Nasce con la sponsorship del M5S il convegno sulla Fecondazione medicalmente assortita che si svolgerà l’8 marzo nella Sala Isma del Senato. Il problema è che ci sono solo 4 donne su 29 interventi e ovviamente sono insorte 100 medici donne contro un convegno che le esclude. È un vero paradosso che si perpetua nel tempo: uomini che parlano di donne, senza lasciare alle donne il diritto di parlare di se stesse e di quello che continua ad essere il tratto identitario più profondo della donna: la maternità!” afferma la senatrice Paola Binetti, Udc.

“Le 100 esperte di fertilità hanno firmato una lettera per chiedere che, quando si parla di salute delle donne, siano loro stesse ad essere protagoniste, al Centro del dibattito. È un vuoto imbarazzante il silenzio delle donne-ministro, troppo impegnate ad essere ministro per ricordarsi dei milioni di donne che avrebbero auspicato un cambio di rotta proprio per la loro presenza nel governo. Ma non è così- prosegue Binetti- spiace constatarlo ogni volta di più… non c’è alcun segno positivo di cambiamento, ma solo uno stanco rituale di presenzialismo maschile, una forma di abituale violenza, che scippa alle donne la loro leadership anche in un ambito così speciale com’è la salute riproduttiva delle donne”

E conclude: “In un evento dove si parla della scelta di ‘essere mamma’, inserito nella giornata della donna, c’è un ‘imbarazzante vuoto’ femminile”. La maternità è la cifra della femminilità, sia che si tratti di maternità biologica che di maternità adottiva, di maternità psicologica o di maternità sociale. Ma proprio perché la Pma è una forma di maternità e di paternità medicalmente assistita e la genitorialità passa per il corpo della donna, è fondamentale che si parli con voce di donna. Ignorare la donna nel giorno della donna è una beffa ridicola che contraddice in radice il senso della giornata. Viene voglia di sottolineare: non parlate più di noi, ma fateci parlare in prima persona. Di noi stesse, dei nostri diritti, delle nostre necessità, della nostra salute. Il giorno della donna è il giorno in cui le donne parlano alle altre donne e non lasciano deleghe in bianco a nessuno”.

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