Ilva, Bonelli: “A Taranto tornati altissimi i valori della diossina”

L'inquinamento nell'area di Taranto non è mai cessato. Bonelli dei Verdi e un consigliere comunale di Taranto lanciano l'allarme sui valori delle diossine che sono tornati alle stelle. Presto nuovo esposto e diffida al ministro Costa
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ROMA – “Torna la diossina a Taranto a quei livelli drammatici che nel 2009 portarono all’abbattimento di oltre 1124 capi ovi caprini, di cui 605 dell’allevatore Vincenzo Fornaro”. A lanciare l’allarme sono Angelo Bonelli e Vincenzo Fornaro rispettivamente, coordinatore esecutivo nazionale dei Verdi e Vincenzo Fornaro consigliere comunale a Taranto di Taranto Respira ecologisti, Pec e Dema.

Secondo i dati Arpa Puglia nella masseria del Carmine, si è passato dai valori di diossine degli anni 2013-2014-2015-2016-2017 rispettivamente di 0,98-2,34-1,48,0,77 TEQ picogrammo per m/quadro die ad un dato del 2018 pari a 7,06. Dall’anno scorso il valore della diossina è aumentato del 916%: nel 2009 quando furono abbattute i 1124 capi di bestiame il valore era di 8 picogrammi”.

Bonelli e Fornaro aggiungono: “Sono in aumento le diossine anche nell’area dell’agglomerato con un valore di 11 picogrammi e nel quartiere Tamburi/Orsini con valore pari 5,5 picogrammi. In altri paesi europei come Francia e Germania i valori limiti sono pari a 5 e 4 picogrammi. Ci troviamo di fronte ad una situazione drammatica– continuano gli esponenti ecologisti- che evidenzia come a Taranto non si sia mai smesso di inquinare e che il regime d’immunità penale ha favorito questa gravissima situazione”.

Pronto un nuovo esposto in Procura

“Presenteremo un esposto all’autorità giudiziaria perché a questo punto sarà inevitabile aprire una nuova inchiesta Ambiente Svenduto 2 perché l’inquinamento a Taranto non è mai cessato, sappiamo che la procura è messa in difficoltà dall’irresponsabile norma sull’immunità penale ma speriamo vivamente in nome del diritto alla salute che la Corte Costituzionale si esprima rapidamente sulla richiesta di legittimità costituzionale sollevata dal tribunale di Taranto”.

Parte la diffida al ministro Costa

La latitanza del ministro Costa e del ministro Di Maio colpisce e affonda la città di Taranto hanno irresponsabilmente confermato la norma sull’immunità penale prevista dal decreto 98/2016 voluta da Renzi e Calenda e peggiorato la situazione ambientale con il famoso addendum di Arcelor Mittal. Già lunedì invieremo una diffida al ministro Costa affinché ordini il riesame dell’Aia dell’ex Ilva di Taranto oggi di proprietà Arcelor Mittal e al ministro di Maio di abrogare la scandalosa immunità penale”, concludono Bonelli e Fornaro.

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2 Marzo 2019
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