L’Opificio Golinelli porta la scienza nei nidi e nelle materne di Bologna con il furgone mobile/FOTO

Non tutte le scuole riescono ad andare all'Opificio, la nuova Cittadella della scienza in Santa Viola. E così il laboratorio mobile porterà la scienza in giro per scuole
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BOLOGNA – Se le scuole non vanno all’Opificio Golinelli, l’Opificio Golinelli va nelle scuole. Come? Con un furgone trasformato in laboratorio mobile, la Fondazione di Marino Golinelli porta la scienza sui banchi degli asili nido e delle scuole dell’infanzia di Bologna. A bordo si potranno fare sperimentare tante delle attività che l’Opificio di via Nanni Costa propone alle scolaresche, consentendo ai bambini di esplorare, attraverso il gioco scientifico, elementi come aria e acqua, i colori di frutta e verdura, o cimentarsi in esperimenti al microscopio e programmazione robotica. Il veicolo è stato donato da Paola Pavirani Golinelli. “Dopo i primi due laboratori mobili, rivolti ai ragazzi delle scuole superiori, questo terzo furgone porterà la scienza e la creatività ai nostri bambini più piccoli e al mondo dell’infanzia in generale, i futuri cittadini del domani, per consentire loro di crescere preparati, responsabili e felici in un mondo sempre più complesso ma stimolante”, spiega Pavirani. La prima tappa del furgone-laboratorio è stata questa mattina al Nido Patini, il primo asilo nido comunale d’Italia, aperto sotto le Due torri nel 1969. “Per me questo è un ritorno meraviglioso”, commenta Adriana Lodi, l’assessore della giunta Dozza cui si devono le innovative politiche per l’infanzia intrapresa a Bologna negli anni ’60 con l’apertura dei primi asili nido. “Direi che è andata bene”, certifica, tagliando il nastro di questa nuova iniziativa che punta a coinvolgere nelle attività dell’Opificio anche le scuole che hanno più difficoltà a raggiungere la struttura di Santa Viola.

“I nostri primi due Laboratori mobili- spiega Antonio Danieli, direttore generale di Fondazione Golinelli- da quasi dieci anni si recano nelle scuole superiori dell’Emilia-Romagna e di tutta Italia. Oggi il rinnovarsi della generosità di Paola Pavirani ci porta in dote un terzo laboratorio mobile, questa volta dedicato specificatamente all’infanzia. Daremo così la possibilità a molte bambine e bambini di usufruire delle esperienze educative e pedagogiche progettate dalla Fondazione, ovviando così alle naturali difficoltà di spostamento di molte scuole del territorio. Il progetto rappresenta anche un ulteriore passo di consolidamento nei rapporti di collaborazione con il Comune di Bologna, con l’area Educazione e Istruzione e con l’Istituzione educazione e scuola”. Del resto, evidenzia l’assessore comunale alla Scuola, Marilena Pillati, “se Bologna è in grado di dare molto ai bimbi e alle bimbe è perchè c’è un territorio intorno che ci crede”. Soddisfatto il presidente del quartiere Navile, Daniele Ara. “L’obiettivo è non far sentire nessuna zona della città periferica. La Bolognina ha subito in questi anni una trasformazione radicale e ora sta cambiando grazie all’arrivo di giovani imprese ed operazioni importanti come quella del Centro meteo. I bambini, al di là della provenienza dei genitori, sono orgogliosi di abitare qui”, sottolinea Ara. Da parte sua l’Istituzione scuola favorirà “la più ampia partecipazione di sue sezioni di nido e scuole d’infanzia a un percorso educativo e formativo utile e innovativo”, assicura il presidente Paolo Marcheselli.

di Vania Vorcelli, giornalista professionista

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