Tibetane, calciatrici e rifugiate: Usa negano il visto

Da chiarire se e in che misura il diniego dell'ambasciata sia legato al cambio di amministrazione negli Stati Uniti
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ROMA – Calciatrici ma anche rifugiate, che forse con Donald Trump alla Casa Bianca non aiuta: alle ragazze della squadra femminile del Tibet è stato negato il visto per partecipare a un torneo internazionale in programma negli Stati Uniti.

Lo stop è stato comunicato a New Delhi, dall’ambasciata americana che avrebbe dovuto autorizzare la partenza. “Sono delusa perché stavamo organizzando il viaggio da mesi”, ha detto Cassie Childers, direttrice della squadra, la Tibet Women’s Soccer: “Era un’opportunità per dimostrare che le donne tibetane sono capaci di ottenere qualunque risultato”.

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La squadra, under 21, forte di un impegno sociale che coinvolge circa 3000 rifugiate, avrebbe dovuto prendere parte alla Dallas Cup. Da chiarire se e in che misura il diniego dell’ambasciata sia legato al cambio di amministrazione negli Stati Uniti. Nella lista dei Paesi banditi da Trump, giudicata incostituzionale dalla magistratura, non figurano né l’India né il Tibet né la Cina che dal 1959 controlla la regione a nord dell’Himalaya.

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