Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Ambiente. Cecchini: “Nessuno scioglimento delle comunanze agrarie”

PERUGIA – “Sono sempre stata disponibile a un confronto con i
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

UMBRIA palazzo-doniniBigPERUGIA – “Sono sempre stata disponibile a un confronto con i rappresentanti delle Comunanze agrarie e il Comune di Foligno, e lo sono ancora oggi. L’ho detto al sindaco Mismetti in occasione del recente incontro, il 10 febbraio scorso, sui temi legati alla gestione dei corsi d’acqua del territorio e alla messa in sicurezza del Topino”. È quanto sottolinea l’assessore regionale all’Agricoltura dell’Umbria, Fernanda Cecchini, precisando che “non c’è stato da parte della Regione nessun atto autoritario di scioglimento delle Comunanze agrarie, ma al contrario la nuova veste di amministrazioni separate dei beni di uso civico assicura loro maggiori garanzie di sopravvivenza e di questo l’amministrazione comunale e le Comunanze agrarie erano a conoscenza”.
“Un intervento doveroso per legge – aggiunge – del quale abbiamo debitamente informato sia il Comune che gli interessati. La necessità di procedere ad un riordino della situazione delle Comunanze agrarie – spiega – è emersa nell’ambito delle attività ispettive e di vigilanza condotte del Servizio regionale competente. Da tali indagini è emerso che, ai sensi della normativa vigente, non esiste un fondamento giuridico che consenta di riconoscerne l’esistenza”.
Dall’analisi della documentazione disponibile presso l’Archivio di Stato “i tecnici regionali hanno verificato che nel Comune di Foligno erano state riconosciute, ai sensi della legge n. 1755/1927, quindici comunanze agrarie, di cui una poi sciolta nel 1964, la Comunanza agraria di Uppello, e che i terreni appartenenti alle comunità oggetto dell’atto di scioglimento regionale erano stati rispettivamente attribuiti alle altre comunanze agrarie legittimamente riconosciute”.
“Di questa situazione – prosegue l’assessore – i Servizi regionali hanno informato in più occasioni gli interessati, già a partire dai primi mesi del 2014. Inoltre, all’Amministrazione comunale di Foligno è stata inviata specifica comunicazione di quanto emerso dalle indagini condotte, convocando a tale proposito un incontro presso la sede regionale. Tutta la documentazione è stata messa a completa diposizione del Servizio patrimonio del Comune di Foligno”.
Non c’è stata pertanto nessuna intenzione dell’Amministrazione regionale di far scomparire le comunanze agrarie. Infatti, con la deliberazione n. 1578 del 21 dicembre 2015, contestualmente allo scioglimento delle stesse Comunanze agrarie – precisa l’assessore – sono state istituite le Amministrazioni separate dei beni di uso civico di: Afrile, Arvello, Capodacqua, Cariè, Casale, Cassignano, Collelungo, Forcatura,Morro, Ravignano, Rio e Seggio, Sostino,  Sant’Eraclio”.

   “Saranno dunque le stesse comunità locali che hanno amministrato precedentemente i beni a proseguire nella loro tutela e salvaguardia. L’unica concreta differenza rispetto alla situazione precedente – conclude l’assessore Cecchini – è che alle elezioni degli organi delle nuove Amministrazioni parteciperanno tutti i residenti nelle diverse frazioni anziché i soli capifamiglia. Una novità che consentirà, come è ovvio, di avere maggiori garanzie di sopravvivenza per molte realtà montane dove negli ultimi anni si sono spesso riscontrati problemi per la costituzione degli organi”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»