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Bersani: “I tagli alle Regioni sono tagli alla sanità”

"Da ministro affrontai un po' tutti i poteri forti, ma ho imparato una cosa, che vorrei trasmettere a chi governa adesso: se tu tieni il punto, ti rispettano anche di più"
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Pier Luigi Bersani

ROMA  – “E’ inutile mettere la testa sotto alla sabbia. L’anno prossimo sono previsti tagli di 3-4 miliardi alle Regioni. Fare questo, significa tagliare la sanità“. Lo ha detto Pierluigi Bersani, senatore ed ex segretario del Partito democratico, intervenuto a Radio Cusano Campus.

Arrivano farmaci innovativi che costano l’ira di Dio– ha continuato- i sistemi universalistici non sanno dove sbattere la testa, perché se li dai gratis a tutti salta il sistema, se lasci che i ricchi si curino e gli altri no salta il concetto basico. E ne stanno arrivando di questi farmaci. Aggiungiamoci poi che con le ristrettezze economiche, a quelli che hanno i soldi conviene andare nel privato, mentre chi i soldi non ne ha non riesce nemmeno a pagarsi il ticket o i farmaci e quindi rinuncia alle cure. E quando vedo, per esempio, nella politica per le farmacie, che invece di andare avanti con la liberalizzazione la si rallenta o la si frena, io non resisto. So bene cosa vuol dire per un pensionato poter risparmiare sui farmaci”.

“Da ministro- ha poi concluso Bersani- affrontai un po’ tutti i poteri forti, ma ho imparato una cosa, che vorrei trasmettere a chi governa adesso: se tu tieni il punto, ti rispettano anche di più. Io avevo le banche urlanti quando feci la trasferibilità dei mutui, per cui adesso ancora la gente mi ringrazia per strada. Urlavano che avrei mandato in rovina le banche, ora invece le banche si fanno concorrenza a suon di surroghe. Basta mettersi con gli occhi della vita quotidiana del cittadino e mettersi dalla sua parte. Poi ci vuole il cane da guardia, che tutti i santi giorni dia un’occhiata. Alle riforme legate alla liberalizzazione serve una continua manutenzione, perché le imprese sanno sempre come fare, bisogna aiutare i cittadini”.

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