Covid, Bassetti: “Terza ondata sarà meno impattante se non abbassiamo la guardia”

MATTEO_BASSETTI
Il direttore di malattie infettive al San Martino di Genova ha parlato anche di anticorpi monoclonali e del vaccino di Astrazeneca
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ROMA – “Questa seconda ondata stiamo pian piano mettendocela alle spalle, a parte la giornata di ieri in cui c’è stato un lieve incremento dei ricoveri, però bisogna a non abbassare la guardia, continuare nell’investimento sulle persone e sui comportamenti individuali, affinché la terza ondata che sicuramente ci sarà, sarà un’ondina e non uno tsunami come quella che ci ha già colpito“. Così il professore Matteo Bassetti, direttore di malattie infettive al San Martino di Genova, ospite di Tagadà su La7. Sul perché alcune persone vengano colpite maggiormente dal virus e altre a livello asintomatico, Bassetti spiega che “nel nostro organismo c’è un’immunità innata, per cui alcuni si difendono meglio e altri no, a prescindere dall’incontro con il virus. Dobbiamo investire per capire questo meccanismo e nel mentre cercare di usare la terapie degli anticorpi monoclonali, che è sicuramente una delle prospettive più importanti e per la quale mi auguro che Aifa si esprimerà già oggi o domani come previsto, rendendo disponibile questo farmaco anche per l’Italia che siamo uno dei pochi Paesi che pur avendone avuto la disponibilità già tre mesi fa, non li ha ancora usati. Questo pone anche qualche interrogativo su chi non lo ha permesso”, ha concluso Bassetti.

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BASSETTI: “NO DUBBI SU ASTRAZENECA, NON CI SI IMPROVVISA ESPERTI

Rispetto alle dichiarazioni dell’immunologa Antonella Viola che nutre dubbi sull’efficacia del vaccino di AstraZeneca, Matteo Bassetti, infettivologo del San Martino di Genova, dichiara che “non ci si improvvisa come esperti di vaccini. Io guardo sempre al bicchiere mezzo pieno: se il vaccino AstraZeneca impedisce di sviluppare una polmonite va bene, se poi mi fa venire una forma leggera di Covid-19 tipo raffreddore ma che la faccia pur venire. L’importante è che non abbiamo persone che vanno in rianimazione e poi muoiono, questo è l’obiettivo della vaccinazione di massa”. “Se qualcuno – aggiunge ancora Bassetti – avrà una forma lieve non ha importanza, bisogna evitare che le persone sviluppino la forma grave del virus”.

BASSETTI: “IPOCRISIA DAI COLLEGHI, NON TEMIAMO ZONA GIALLA

 “C’è tanta ipocrisia nelle affermazioni fatte dai colleghi: se siamo in zona gialla, si va al bar. Se non volevamo che queste cose avvenissero, allora non dovevamo aprire e far tornare in giallo la maggior parte delle Regioni. Sono i comportamenti individuali a fare la differenza: dopo i due schiaffi che abbiamo preso, nella prima e nella seconda ondata, abbiamo imparato. È chiaro che bisogna mettere in sicurezza alcune categorie di persone: con i nonni non si può prendere l’aperitivo perché saremmo senza la mascherina”

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