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Governo, sul ‘nodo giustizia’ Italia Viva non molla: si parte da qui

Il ministero occupato da Alfonso Bonafede resta un nodo cruciale. E la telefonata di Giuseppe Conte a Marta Cartabia apre nuovi scenari
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ROMA – Bocche più o meno cucite. Quando pochi minuti prima delle 21 di ieri sera i 14 parlamentari al tavolo del programma lasciano la sala della Lupa hanno appena concordato la linea da tenere con i giornalisti. “Ci siamo detti di dire che stiamo lavorando, punto”, esordisce il senatore Maurizio Buccarella. “Abbiamo tempo domani fino alle 13- aggiunge Federico Fornaro (Leu)- e vi giuro che non si è fatto un nome, né di Conte né di un ministro”.

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La riunione è aggiornata a oggi alle 9. I 14 avranno quattro ore, fino alle 13. “Fico ha detto che se ci serve più tempo lui si farà latore di questa richiesta”, rivela il Pd Andrea Marcucci, che parla di “giornata moderatamente positiva”. Ettore Licheri la definisce “faticosa”.
Troverete un accordo? “Dipende dalla volontà di tutti- risponde il cinquestelle Davide Crippa“. Qualcosa si dà e qualcosa si prende? “Dipende da cosa”.

Loredana De Petris è impegnata al telefono, Fornaro la rincorre. Siete ottimisti? “Realisti”, precisa lui. Maria Elena Boschi esce sorridente, parla con Davide Faraone. “Ci rivediamo- dice ai cronisti- si riparte dalla giustizia”. Già, perché il ministero occupato da Alfonso Bonafede resta un nodo cruciale. E se Italia Viva aveva proposto proprio Maria Elena Boschi, la telefonata di Giuseppe Conte a Marta Cartabia apre nuovi scenari. Oggi si riparte da qui.

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