Sanremo? Nei testi anche spunti di ricerca scientifica, l’idea del Cnr

Le lacrime sul viso di Bobby Solo o le dipendenze de giovani cantate in "Vita spericolata": il Cnr prende spunto dalle canzoni e racconta fatti scientifici sul suo Almanacco
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Ispirarsi a “Una lacrima sul viso” di Bobby Solo per parlare delle lacrime e di cosa contengono. Oppure parlare di cementificazione pensando a “I ragazzi della via Gluck” e di investigare a livello psicologico sulle tendenze al suicidio ricordando la tragica fine di Luigi Tenco e Mia Martini.  Utilizzare i temi cantati in musica sul palco del Festival di Sanremo (a volte anche senza grande fortuna, magari finendo per essere esclusi) per divulgare argomenti scientifici è la geniale trovata del Cnr, il Consiglio nazionale delle ricerche, che alla vigilia della kermesse canora più famosa d’Italia ha deciso di pubblicare un almanacco tutto dedicato a Sanremo e agli spunti che i testi musicali possono rappresentare per la ricerca scientifica.

LEGGI ANCHE: Junior Cally a Sanremo, ‘Non una di meno’ promette flash mob per la finale

“Per omaggiare una manifestazione così longeva e ancora tanto seguita dal pubblico- si legge sul sito del Cnrl’Almanacco della Scienza dedica il focus monografico ad alcuni degli apparenti fallimenti del Festival: brani che non si sono classificati bene o che sono stati addirittura eliminati, ma che il pubblico ha invece apprezzato, tributando loro un grande successo, rendendoli delle hit e dei record discografici. A supportarci in questo viaggio nella musica leggera italiana, i ricercatori del Consiglio nazionale delle ricerche. Come spesso capita, infatti, il tema scelto è lo spunto per riflessioni e commenti su ricerche in campo scientifico.

Enrica Strettoi dell’Istituto di neuroscienze, ad esempio, partendo dall’esclusa “Una lacrima sul viso” di Bobby Solo, illustra le informazioni contenute in questa sostanza secreta dal nostro occhio, ricordandone che ne esistono tre tipi diversi; Sergio Benvenuto, psicologo dell’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione, esamina i controversi suicidi di Luigi Tenco e Mia Martini; della “Vita spericolata” dei ragazzi di oggi, i cui abusi, dipendenze e comportamenti a rischio passano molto spesso per il mercato on line, parla Roberta Potente dell’Istituto di fisiologia clinica.

Il tema della cementificazione selvaggia de “Il ragazzo della via Gluck” è affrontato da Lorenza Fiumi, esperta di isole di calore in ambiente urbano; Mattia Vitiello e Maura Misiti, dell’Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali, trattano rispettivamente la precarietà lavorativa ed esistenziale dei giovani di oggi, “Confusi e felici” come nella canzone di Carmen Consoli, e il progetto Viva, in aiuto delle donne colpite da violenza, prendendo spunto da “Donne” di Zucchero.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

2 Febbraio 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»