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Siria, a Ginevra l’incontro tra l’inviato speciale Onu e le opposizioni: si aprono i negoziati di pace

L'inviato speciale Onu per la Siria, Staffan de Mistura,
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inviato onuL’inviato speciale Onu per la Siria, Staffan de Mistura, si incontrera’ nel pomeriggio con i delegati dell’opposizione siriana. Si tratta colloquio con cui si aprono ufficialmente i negoziati di pace di Ginevra anche con la controparte siriana, dopo aver gia’ dedicato spazio ai rappresentanti del governo di Bashar Al-Assad. Come riporta la stampa estera, l’Alto Comitato per i negoziati (High Negotiations Committee – Hnc -, l’ombrello che raggruppa 32 gruppi di opposizione al regime di Damasco), ha fatto pressioni e minacciato che avrebbe disertato il tavolo del dialogo se le sue condizioni non fossero state accettate: ossia, lo stop ai bombardamenti – anche russi – dell’aviazione siriana contro zone abitate dai civili e all’assedio su alcune citta’, che sta portando allo stremo le popolazioni locali.

Solo ieri Damasco – in un gesto di buona volonta’ – ha deciso di consentire l’ingresso di aiuti umanitari a tre citta’ tra cui anche Madaya, le cui foto di bambini, ragazzi e adulti ridotti pelle e ossa per mancanza di cibo hanno suscitato grande clamore mediatico a livello mondiale.

“Il regime sta mandando senza dubbio un segnale. C’e’ stato l’annuncio di Madaya, ma penso che questo serva solo a distrarre l’attenzione della comunita’ internazionale” ha detto Munzer Makhous, portavoce dell’Hnc, in tono perplesso. “Il problema- ha proseguito- e’ molto piu’ complesso. Noi stiamo insistendo affinche’ vengano accettate tutte le condizioni che abbiamo presentato”. Manca infatti una conferma sulla tregua ai combattimenti.

Damasco, da parte sua, ha replicato affermando che molte citta’ sono poste sotto assedio anche da vari gruppi ribelli, mentre continua a obiettare contro la presenza di certe formazioni – tra cui Ahrar al-islam e Jeish al-islam – che considera gruppi terroristi. L’Alto comitato per i negoziati e’ sostenuto dall’Arabia Saudita – dove ha visto la luce nel corso di un incontro a Riad a dicembre scorso – e dagli Stati Uniti.

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