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M5s, De Falco: “Espulso? È la conferma che non è ammesso dissenso”

ROMA - "Io non mi aspettavo questa decisione. Non sapevo nulla in particolare del procedimento in corso se non che
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ROMA – “Io non mi aspettavo questa decisione. Non sapevo nulla in particolare del procedimento in corso se non che era stato avviato, come atto dovuto, dal capogruppo al Senato Stefano Patuanelli”. Così il senatore Gregorio De Falco in un’intervista a ‘Radio Radicale’ sulla sua espulsione dal gruppo parlamentare del M5s al Senato.

“La segnalazione ai probiviri- spiega- era stata fatta perché non avevo votato favorevolmente la fiducia al decreto sicurezza uscendo dall’aula. Io avevo fatto presente di non aver votato contro, ma di non aver votato per evitare di provocare un danno politico al Movimento. Ero semplicemente uscito dall’aula per abbassare il quorum. Da quel momento non ho saputo più nulla”. Il senatore De Falco continua: “Non ho ricevuto nessuna notifica formale. Speravo che il Movimento avesse adottato nei miei confronti un provvedimento di buon senso e, soprattutto, non autolesionistico. Credo che in questo modo si faccia il male del Movimento nell’ammettere, nel sottoscrivere e nel confermare che nel Movimento non può esserci alcun dialogo, alcun dissenso. Non c’è stato dialogo. E il mio dissenso non è stato considerato accettabile”.

“NON POSSO ESSERE SERVO DI CHI NON MANTIENE PROMESSE”

“Io non sono indispensabile. La regola dei due mandati dice questo. Ma ognuno è indispensabile in quanto portatore della coscienza e coerente con gli obblighi e i doveri del proprio ruolo. Io, come rappresentante dei cittadini, non posso essere servo di qualcun altro che sta andando in direzione diversa dalle promesse fatte ai cittadini”. Così il senatore Gregorio De Falco in un’intervista a ‘Radio Radicale’.

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