Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Manovra, è assalto alla diligenza: torna la detassazione delle ostriche

ostriche pixabay
Emendamento della Lega nella selva di richieste a Palazzo Madama
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

di Alfonso Raimo e Federico Sorrentino

ROMA – I partiti all’assalto della manovra con 6290 emendamenti: anche Mario Draghi deve assistere alla scena più western della politica italiana, coi gruppi parlamentari aggrappati alla diligenza della legge di bilancio, determinati a strappare un brandello di finanziamento per questo o quel capitolo di spesa, questo o quel gruppo di interesse.

Nella selva di richieste depositate a Palazzo Madama torna anche la proposta di detassare le ostriche. L’impresa, già tentata e fallita due anni fa, riappare ora con un emendamento della Lega che propone di cancellare l’esclusione dei preziosi molluschi da quelli che non usufruiscono del regime Iva agevolato al 10 per cento. La modifica, a firma di Bergesio, Vallardi ed altri senatori leghisti, prevede la soppressione delle parole “e’ ostriche” dalla tabella del Dpr che fissa le agevolazioni dell’imposta (n.633/72). Nell’elenco si legge che l’Iva al 10 per cento vale per “crostacei e molluschi compresi i testacei (anche separati dal loro guscio o dalla loro conchiglia), freschi, refrigerati, congelati o surgelati, secchi, salati o in salamoia, esclusi astici, aragoste e ostriche”. Con la modifica proposta dal Carroccio anche gli ambiti crostacei accedono alla detassazione. Nel palmares leghista dei cibi esclusivi, i prestigiosi molluschi staccano aragoste e astici, che invece restano tra i cibi tassati. E dunque proibiti. Non pervenuti emendamenti a favore delle più popolari cozze.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»