Prodi: “Spero che il vaccino anti-Covid arrivi presto, non ne posso più di stare in casa”

Ospite di un incontro sulla casa insieme al presidente di Acer Alessandro Alberani e al cardinale di Bologna Matteo Zuppi, 'Il Professore' si complimenta per il lavoro svolto sugli alloggi popolari e aggiunge: "La strada è ancora lunga"
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BOLOGNA – “Mi auguro che questo Covid finisca alla svelta, che arrivi presto il vaccino perché non ne posso in più di stare in casa. Figurarsi chi ha una casa piccola”. Parola di Romano Prodi, questa sera ospite di un incontro sulla casa al fianco del presidente di Acer Alessandro Alberani e al cardinale di Bologna Matteo Zuppi.

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Il Covid, fa notare Prodi, “sta facendo un altro pasticcio. Fino all’anno scorso si riduceva l’unità abitativa, adesso la famiglia, costretta a stare a casa tutta insieme, ha cominciato a capire che serve una unità abitativa adeguata anche a queste esigenze”. Per quanto riguarda le case popolari, il “cammino da compiere è molto ma a Bologna si lavora nella giusta direzione”. “State lavorando bene. Lo sforzo che bisogna fare è evitare i ghetti”, aggiunge poi Prodi.

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Di lavoro da fare, però, c’è tanto. “Quando leggo che il 60% delle case oltre i tre piani a Bologna non ha l’ascensore, con gli anziani che ci sono vuol dire stare in una prigione eh…”, rileva l’ex presidente del Consiglio e della commissione Ue. Per Alberani “serve un vaccino anche per garantirci un futuro”, a partire dal lavoro e dal welfare. “Non voglio pensate cosa succederà quando finiranno gli ammortizzatori sociali, è allora che comincerà la vera crisi. Per uscire da questa crisi bisogna prepararsi per tempo”, avverte il presidente Acer. Per quanto riguarda le case popolari “non bisogna assegnare la case come si faceva una volta”.

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