Ancona sperimenta ‘Green plasma’, l’impianto che trasforma la plastica in energia pulita

Ha preso avvio dal porto del capoluogo marchigiano la sperimentazione del dispositivo di Iris, che produce energia dai rifiuti del mare grazie alla conversione termochimica
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ANCONA – Si chiama ‘Green plasma’ e dalla plastica raccolta in mare è capace di generare energia pulita. Ha preso avvio dal porto di Ancona la sperimentazione del dispositivo progettato e realizzato da Iris, azienda piemontese specializzata nello sviluppo di processi tecnologici all’avanguardia, con cui si produrrà energia pulita dai rifiuti del mare grazie all’utilizzo della tecnologia di conversione termochimica.

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Il processo, mediante le alte temperature raggiunte (anche 5.000 gradi), trasforma in gas qualsiasi composto organico, separandolo dalla matrice inorganica. Al termine del processo viene prodotto syngas molto ricco di idrogeno e facilmente convertibile in energia elettrica. “Il porto di Ancona si conferma, con il sostegno a questo progetto, polo dell’innovazione tecnologica della blue economy- afferma in una nota il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico centrale, Rodolfo Giampieri- ruolo che abbiamo sempre cercato di ricoprire convinti che solo la tecnologia avanzata troverà le soluzioni adatte al miglioramento ambientale”.

porto ancona green plasma

L’IMPIANTO COMPATTO È ADATTO PER PICCOLE BARCHE

L’impianto può trattare 100 chili al giorno di plastica raccolta in mare. È molto compatto e può essere montato a bordo di piccole imbarcazioni ed essere utilizzato per la pulizia delle aree portuali. In questo caso è stato montato per avviare una nuova fase sperimentale a bordo di un’imbarcazione del Cnr al porto di Ancona. L’intera operazione è resa possibile grazie alla collaborazione con il dipartimento di Scienze della vita e dell’ambiente dell’Università Politecnica delle Marche.

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“Il mare è una risorsa preziosa- dice il Rettore di Univpm Gian Luca Gregori- determinante per moltissimi settori, da tutelare. Per questo grazie ai tanti progetti di ricerca che l’Università sta realizzando, di natura multidisciplinare, mettiamo al centro sia la tutela della salute del mare che lo sviluppo della blue economy. La ricerca è un motore fondamentale per la crescita e il benessere di tutti”.

L’installazione del dispositivo è frutto inoltre della partnership con Garbage Group, impegnata a livello internazionale nella salvaguardia dell’ecosistema marino e nella pulizia dei mari. “La sperimentazione odierna raffigura il frutto della sinergia tra amministrazioni pubbliche e private che, di concerto con gli Istituti di ricerca e le Università, vero volano della ricerca del paese, hanno sviluppato un modello di economia circolare- afferma il Comandante del porto di Ancona, contrammiraglio Enrico Moretti- che dal recupero dei rifiuti plastici genera e sviluppa energia pulita a tutto vantaggio dell’ambiente e dell’ecosistema”.

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