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Rifugiati, il cortometraggio “Omar” vince il concorso del Cir /VIDEO

A premiare i vincitori sono stati rappresentati di organizzazioni che insieme al Cir operano per garantire assistenza ai rifugiati
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fammi_vedere_2016ROMA – “Fammi vedere”, il concorso di cortometraggi sul diritto d’asilo promosso dal Cir, Consiglio italiano per i rifugiati e sostenuto da Mediterranean Hope della Fondazione delle Chiese Evangeliche in Italia, si e’ concluso con l’annuncio delle tre opere premiate. Al circolo della Corte dei Conti a Roma, durante la cerimonia di premiazione e’ stato decretato vincitore il cortometraggio “Omar”, realizzato da Massimo Cerbera, che racconta la a-tipica giornata di un bambino immigrato tra espedienti e malinconici confronti. Vissuta nella coraggiosa attesa e nella speranza di un futuro migliore lasciandosi alle spalle il dolore e la perdita piu’ grande. I video “Fireworks” di Giulia Tata e “Orizzonti” di A. Sipolo e D. Ganke hanno invece ricevuto, rispettivamente, il premio come secondo e terzo classificati.

Il primo e’ un cortometraggio che descrive, con un’efficace metafora tra i fuochi d’artificio e la guerra, la paura e lo spaesamento di una bambina che trova nell’accoglienza in Italia una prospettiva nuova. Mentre il secondo e’ un’opera in cui tre rifugiati raccontano i propri orizzonti in tre momenti cruciali della propria vita: nel paese di origine, durante la fuga e nel paese di arrivo. La preziosa ambivalenza della parola orizzonte si presta alla doppia lettura. Gli orizzonti fisici impressi negli occhi mescolati ai desideri di esistenze migranti.

“Ci sembra molto significativo che il primo e secondo premio siano andati a cortometraggi che vedono protagonisti dei bambini – dichiara Roberto Zaccaria, presidente del Cir -. Un tema sempre piu’ cruciale, basti ricordare che nel 2016 sono arrivati in Italia gia’ quasi 24mila minori non accompagnati, e che tocca da vicino anche bambini molto piccoli.

E’ impressionante pensare a bimbi di 7-8 anni che hanno affrontato da soli la traversata del deserto e del mare. Un problema complesso a cui dobbiamo dare risposte di accoglienza e integrazione, che possiamo costruire anche grazie ai racconti che, come quelli premiati, riescono a parlarci lievemente di incontri, necessita’ e aperture”. Il concorso “Fammi vedere” era rivolto a chiunque che volesse raccontare, con il linguaggio cinematografico e il proprio originale punto di vista, il mondo dei richiedenti asilo e dei rifugiati. Durante l’evento sono stati proiettati i cinque cortometraggi finalisti e le opere fuori concorso “Teddy Bear” di H. Mangialardo, “The question” di L. Mininno e “No Country” di P. Bandini.

A premiare i vincitori sono stati rappresentati di organizzazioni che, insieme al Cir, operano in prima linea per garantire assistenza alle persone che arrivano nel nostro Paese per chiedere asilo o vedersi riconosciuto lo status di rifugiato. La serata di premiazione, la cui madrina e’ stata Monica Guerritore, e’ stata animata dalla conduzione di Pino Insegno, dal monologo Spaesati dell’attrice Francesca Reggiani e dall’esibizione del comico Federico Perrotta.

(www.redattoresociale.it)

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