NEL 2025 CONSIGLIO EUROPEO INNOVAZIONE INVESTIRÀ 1,4 MILIARDI
Il prossimo anno il Consiglio europeo per l’innovazione, che fa parte del programma di ricerca e innovazione dell’Ue Orizzonte Europa, sosterrà la ricerca in deep tech e le imprese start-up ad alto potenziale con 1,4 miliardi di euro. Il programma di lavoro del 2025 prevede quindi un aumento degli investimenti di quasi 200 milioni di euro rispetto al 2024. Oltre a risorse più consistenti, il programma presenta altre novità, tra cui un miglior accesso a finanziamenti azionari attraverso la piattaforma per le tecnologie strategiche per l’Europa del Cei. “Il Consiglio europeo per l’innovazione si è già rivelato fondamentale per il supporto alle innovazioni pionieristiche da parte dell’Ue- ha commentato Iliana Ivanova, commissaria per l’Innovazione- e nel 2025 contribuirà a colmare le carenze critiche di finanziamento e a costruire un ecosistema dell’innovazione più solido e resiliente in Europa”.
DRONI MARINI, MERCATO ITALIA A 203 MILIONI NEL 2030
Continua a crescere in Italia il mercato dei droni marini e subacquei. Il valore di questo comparto ha raggiunto infatti i 76,2 milioni di euro nel 2023, in aumento rispetto ai 63,4 milioni stimati nel 2022, e toccherà i 203,9 milioni nel 2030, superando la stima di 189,1 milioni dello scorso anno. Sono alcuni dei dati che emergono dalla seconda edizione della ricerca sul mercato dei droni marini a livello internazionale, realizzata dalla società di consulenza strategica PwC Strategy& Italy. I risultati sono stati presentati a Roma al ‘Sea Drone Tech Summit’. In particolare, sempre entro il 2030, il mercato dei robot sottomarini arriverà ai 138,1 milioni, mentre i natanti di superficie senza equipaggio toccherà i 65,8 milioni. Questo trend corrisponde all’incremento del mercato mondiale dei veicoli e dei robot acquatici, che è previsto crescere dai 7,9 miliardi di euro nel 2024 ai 18,6 miliardi entro il 2030.
NUCLEARE, ENEA COORDINA PROGETTO DA 4 MILIONI DI EURO PER LO SVILUPPO DI PICCOLI REATTORI
Potenziare le conoscenze e favorire lo scambio di know-how per produrre energia in modo sicuro e sostenibile con gli Small Modular Reactor, piccoli reattori nucleari modulari refrigerati ad acqua leggera. È l’obiettivo di un progetto a coordinamento Enea, co-finanziato con oltre 4 milioni di euro e a cui partecipano complessivamente 23 partner di 13 Paesi europei, tra cui per l’Italia anche Politecnico di Milano, Sapienza Università di Roma e l’azienda SinTec. I reattori ad acqua leggera sono il tipo più comune di reattori nucleari e utilizzano acqua naturale, non arricchita con isotopi di idrogeno pesante. “I reattori Smr, disponibili e installabili in un orizzonte temporale di 5-10 anni, sono una delle principali opzioni per includere l’energia nucleare nel mix energetico dei vari Paesi e soddisfare le necessità di decarbonizzazione tra il 2040 ed il 2050”, ha sottolineato il coordinatore del progetto Fulvio Mascari del Dipartimento Nucleare dell’Enea.
DIGITALE. I-COM: ITALIA IN RITARDO SU OBIETTIVI UE
Si rischia di dover attendere il 2170 perché l’Italia raggiunga il traguardo di digitalizzazione delle Pmi al 90%, l’obiettivo fissato dal programma denominato ‘Decennio Digitale’. Agli attuali ritmi di crescita le skill digitali almeno di base sarebbero raggiunte solo nel 2465, in uno scenario dove la quota di specialisti Ict sull’occupazione totale in Italia si attesta oggi al 4,1% e arriverebbe al 7,3% auspicato solo nel 2074. Queste alcune delle evidenze contenute nel rapporto dal titolo ‘Connettere l’Italia. L’innovazione del Sistema Paese nel decennio digitale europeo’ realizzato dall’I-Com, l’Istituto per la Competitività. Anche sul fronte della digitalizzazione dei servizi pubblici la prospettiva è estremamente negativa e proiettando verso il futuro il tasso di crescita registrato negli ultimi anni per quanto riguarda i cittadini, il target europeo sarebbe raggiunto solo nel 2087.




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