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Salvini: “Anche con Draghi al Quirinale, niente elezioni anticipate”

matteo salvini bologna
Il leader della Lega: "Lo voterei domattina, ma gli scenari cambiano ogni momento". E torna sul caso Morisi: "Per lui la mia porta sarà sempre aperta"
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ROMA – “Se mi chiedono se Draghi sarebbe un buon presidente della Repubblica, rispondo che lo voterei domattina. Ma sul Quirinale gli scenari cambiano ogni momento. Draghi è certamente una risorsa per il Paese, ma non so se voglia andarci. Anche se ci andasse, non credo che ci sarebbero le elezioni anticipate“. Così Matteo Salvini, segretario della Lega, a Bruno Vespa nel libro ‘Perché Mussolini rovinò l’Italia (e come Draghi la sta risanando)’ in libreria dal 4 novembre per Mondadori Rai libri.

I RAPPORTI NEL CENTRODESTRA

Il leader del Carroccio ha anche fatto il punto sulla situazione all’interno della coalizione di centrodestra, che negli ultimi mesi ha subito alcuni scossoni, anche a causa dei risultati negativi delle elezioni amministrative. “Dopo quattro mesi che chiedo a Berlusconi un coordinamento, finalmente dal 28 ottobre sono programmate riunioni settimanali dei tre ministri nostri e dei tre di Forza Italia per muoverci in materia unitaria. Con la Meloni che non sta al Governo faremo riunioni con i capigruppo perché su certi passaggi complicati anche l’opposizione si faccia in una certa maniera”.

IL CASO MORISI

“Morisi lo hanno massacrato con centinaia di prime pagine, anche a livello internazionale. Ma quando starà tranquillo, la mia porta sarà sempre aperta“. Queste le parole di Salvini a Bruno Vespa sul caso che ha travolto l’ex responsabile della comunicazione social della Lega, indagato per droga. Nei mesi successivi all’episodio di agosto, il segretario leghista ha mantenuto un contatto costante con Morisi, scrive Vespa. “Quel che gli è successo mi dispiace molto dal punto di vista umano e professionale – aggiunge Salvini – Conto che recuperata la serenità, Luca possa tornare a fare quello che gli piace”. Anche nella Lega? “Perché no? Vede, Luca insegnava anche all’università, ma da quando lavora con noi gli hanno fatto la guerra – risponde il leader – Se stai a sinistra, anche nei momenti difficili ti aprono le porte. Se stai a destra, te le chiudono anche nei momenti facili. Alla Festa del cinema di Roma, a fine ottobre 2021, mi hanno fermato alcuni attori sulla sessantina. ‘Fate qualcosa – mi hanno detto – perché nel nostro ambiente se non sei di sinistra non lavori’”.

“LEGA NEL PPE? TEMA NON ALL’ORDINE DEL GIORNO”

“L’ingresso della Lega nel Ppe non è mai stato e non sarà mai all’ordine del giorno”, spiega Salvini a proposito di una possibile adesione del Carroccio al gruppo dei Popolari in Europa. A Vespa che gli fa rilevare una diversa posizione di Giorgetti, Salvini risponde: “Se qualcuno pensava a una centralista merkeliana dopo la Merkel deve constatare che sta accadendo il contrario. In Germania si sta guardando a un governo in cui i socialisti e i verdi hanno posizioni di sinistra a cominciare dagli immigrati. E i liberali vorrebbero ridurci a pane e acqua. E poi tutto è in movimento: in Francia dove si va al voto, in Austria, in Ungheria, in Polonia…”.

“Quindi quale sarebbe per voi l’approdo possibile?”, chiede Vespa nel libro a Salvini. “Sto ragionando con alcuni elementi conservatori del Ppe preoccupati se quel mondo sbanda a sinistra – risponde il segretario leghista – Ci siamo noi di Identità e Democrazia: se riuscissimo a unirci ai Conservatori (il partito di cui è segretario Giorgia Meloni, ndr) potremmo formare il primo o il secondo gruppo europeo. D’altra parte gli ungheresi sono a spasso, il premier sloveno è incerto, gli austriaci sono avvelenati. Bisogna correre perché a dicembre cambiano tutte le presidenze delle commissioni”.

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