ROMA – “Il presidente americano ha detto la verità: se non fosse stato un Boeing sarebbe stato un disastro“. Il professor Gaetano Intrieri, amministratore delegato di Aeroitalia, parla con l’agenzia Dire del volo Dubai-Tel Aviv e del suo tuffo di 4.200 metri in appena 30 secondi.
Lo spunto sono le dichiarazioni di Donald Trump, dopo l’atterraggio di emergenza in Arabia Saudita. Le dinamiche dei fatti di ieri, con l’indagine su un possibile tentativo di attentato ancora in corso, restano da accertare. Ci sono però quelle foto dell’aereo, un Boeing 737 Max: quasi integro, con solo il timone di direzione danneggiato e soprattutto con tutti i passeggeri in salvo.
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“È stata una straordinaria dimostrazione di progettazione e concezione strutturale precisa e potente”, ha scritto Trump sul social Truth. “Era ora che alla Boeing Company, che costruisce di gran lunga i migliori aerei di linea del mondo, venisse riconosciuto il merito per l’incredibile ‘genialità’ di questo aereo“.
Intrieri, professore di Management and Operation in Aeronautics alla Sapienza Università di Roma, riparte da qui. La nostra è “una full Boeing company”, premette. “In passato i problemi che la compagnia americana ha avuto hanno riguardato motori e impianti avionici ma mai la struttura; di recente c’è stato poi un salto di qualità ulteriore, con il riacquisto della società che produce le fusoliere, ora tornata nel gruppo”. Il riferimento è a Spirit AeroSystems e a una transazione conclusa nel 2024, per un valore di circa 8,3 miliardi di dollari. “Si è deciso di reinternalizzare”, sottolinea l’amministratore delegato, “consolidando ancora di più il riconoscimento delle fusoliere Boeing come le migliori al mondo”.
HA PERSO 4.200 METRI IN 30 SECONDI MA È INTATTO
La vicenda del volo Dubai-Tel Aviv, sul piano tecnico, andrebbe valutata così. “In pochi secondi il Boeing è andato giù di 10mila piedi”, sottolinea Intrieri. “Con quella perdita di quota in un tempo così ridotto, il nodo era mantenere la pressurizzazione: era come se l’aereo stesse precipitando”.
Le foto scattate dopo l’atterraggio in Arabia Saudita documentano come è andata. Il ‘rudder’, il timone di direzione nella parte posteriore dell’aereo, era l’unica parte visibilmente danneggiata.
Nell’intervista si ricorda un incidente di un paio di anni fa, che non provocò vittime. Il 5 gennaio 2024, un Boeing 737 Max 9 di Alaska Airlines diretto in California perse in volo il pannello di chiusura di un’uscita di sicurezza a circa 4.800 metri di quota. “Adesso il livello di compliance è salito ulteriormente”, dice Intrieri. “Fusoliere a parte, c’è anche una maggiore cura dei dettagli”.




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