martedì 6 Ottobre 2026

Fakir morto ammanettato a Bologna, l’avvocato Anselmo: “È emersa cocaina ma non c’entra con la morte”. Legale agenti: “Consumo massiccio”

L'avvocato Anselmo che difende la famiglia di Fakir racconta l'esito dell'esame tossicologico: "Quantità rilevante di cocaina ma non c'entra con la morte, causata solo dall'asfissia"

BOLOGNA – “Dall’esame tossicologico è emersa una quota di intossicazione da cocaina rilevante, ma non ci sono elementi oggettivi che possano far concludere che sia stata anche solo una concausa rispetto all’asfissia, che a nostro avviso rimane la causa esclusiva di morte”. A dirlo è l’avvocato Fabio Anselmo, legale dei familiari di Abderrahim Fakir, il 42enne morto lo scorso 19 luglio in via Svevo, nel rione Pilastro di Bologna, dopo essere stato immobilizzato a terra da due poliziotti. Il tasso di cocaina rilevato, aggiunge il legale, “corrisponde alla metà della quantità che, per letteratura, può essere causa di morte autonoma”.

Maggiori dettagli sugli esiti dell’autopsia e degli esami tossicologici e istologici dalla riunione tra i consulenti della Procura e delle parti (oltre ai familiari di Fakir, i due poliziotti e i quattro volontari della Croce rossa intervenuti quel giorno e iscritti a a modello 45-bis, quindi non formalmente indagati), in programma nella tarda mattinata di domani. La relazione finale sugli accertamenti medico legali è attesa entro una ventina di giorni. Un ulteriore sviluppo nell’indagine per omicidio colposo condotta dalla procuratrice aggiunta Morena Plazzi e dai sostituti Francesca Arienti e Domenico Ambrosino, coordinati dal procuratore capo Paolo Guido, si è avuto martedì pomeriggio, quando è stato consegnato in Procura dalla persona che lo conservava il secondo cellulare di Fakir, quello usato abitualmente dal 42enne per conversazioni, messaggi e chiamate. A questo dispositivo verrà esteso l’incarico, conferito della Procura di Bologna al consulente tecnico Giuseppe Ferraro, di estrarre i dati che potrebbero fornire informazioni utili sulle condizioni di salute di Fakir.

L’AVVOCATO DEI POLIZIOTTI: “EMERSO CONSUMO MASSICCIO DI COCAINA”

Alla vigilia della riunione tra i consulenti della Procura di Bologna e delle parti per condividere e discutere gli esiti dell’autopsia sul corpo di Abderrahim Fakir e degli esami istologici e tossicologici emerge già una contrapposizione netta tra l’avvocato Fabio Anselmo, legale dei familiari di Fakir, e il suo collega Gabriele Bordoni, che invece rappresenta i due poliziotti coinvolti nella vicenda. La divergenza riguarda, in particolare, l’esito delle analisi tossicologiche. Se per Anselmo e il suo consulente Vittorio Fineschi, nonostante la presenza di cocaina la causa di morte può essere solo l’asfissia (“Rimane la causa esclusiva di morte”), per Bordoni e il suo esperto Matteo Tudini i dati a disposizione in questo momento indicherebbero “un consumo massiccio e protratto nel tempo, almeno qualche ora prima del decesso”, della sostanza.

Questo, secondo il legale degli agenti e il suo consulente, è quanto si ricaverebbe dal valore del metabolita, a cui si aggiunge il fatto che “l’esito del metabolismo della cocaina rinvenuto nei tessuti e nel sangue” sarebbe, a detta di Bordoni, “in dose superiore a quella media letale”. Il 42enne Fakir è morto lo scorso 19 luglio in via Svevo, nel rione Pilastro di Bologna, dopo essere stato immobilizzato a terra da due poliziotti.

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