A Venezia annunciata acqua alta, hotel: “Turisti scappano, servono informazioni corrette”

Il centro previsioni e segnalazioni maree annuncia acqua alta per venerdì e sabato, con picchi a 110 centimetri e 135 centimetri
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 VENEZIA – Domani, venerdì 2 ottobre, è prevista una marea sostenuta a Venezia con un picco di 110 centimetri alle 23.55. Lo comunica il centro previsioni e segnalazioni maree, che sull’apposito canale Telegram pubblica un grafico delle previsioni, in base al quale sabato 3 ottobre alle 12.05 ci sarebbe un nuovo picco di 135 centimetri.

Abbastanza da richiedere l’intervento del Mose, che in questa fase sperimentale dovrebbe essere sollevato solo quando la marea raggiunge i 130 centimetri, per essere poi attivato a 110 centimetri una volta a regime.

GLI ALBERGATORI: “SERVONO MESSAGGI CORRETTI, ORA TURISTI SCAPPANO”

È allarme tra gli albergatori veneziani per le prime prenotazioni cancellate a causa delle previsioni di acqua alta nel fine settimana. “Sulla marea non si ricominci a commettere gli errori di comunicazione del passato“, ammonisce l’Associazione veneziana albergatori (Ava), che fa un appello al sindaco e al Comune di Venezia, chiedendo di veicolare un messaggio mediatico corretto.

“AVEVAMO LAVORATO TANTO PER FAR DIMENTICARE TERRIBILI IMMAGINI DI UN ANNO FA”

Le previsioni di marea continuano a spaventare i turisti. Mentre gli albergatori e gli imprenditori della città stanno lavorando sodo per rialzarsi, le notizie diffuse sui dati, difficilmente interpretabili per chi non vive in città, non aiutano”, spiega il direttore Ava Claudio Scarpa. “In seguito all’evento eccezionale dello scorso novembre l’Associazione veneziana albergatori aveva dato vita a un ampio progetto di comunicazione internazionale. Per mesi abbiamo dialogato con la stampa estera per far dimenticare al mondo quelle immagini e per aiutare i turisti a comprendere le corrette informazioni sulla marea e convincerli che non c’era nessun pericolo a tornare in città”, continua Scarpa.

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L'acqua alta dell'autunno 2018

Scarpa ricorda di aver anche invitato, in collaborazione con il Comune di Venezia, “una cinquantina di giornalisti internazionali a cui erano state fornite informazioni sui dati del medio mare, confrontati con i dati reali dell’altezza delle maree”. Poi è arrivato il covid, e il turismo si è fermato, per ripartire in modo diverso, “di prossimità”, con “grandi sacrifici da parte degli hotel per rimanere aperti”.

Ora, con l’autunno, non aiuta “dover fare i conti con il fatto che continuino a circolare dati sul medio mare non affiancati al dato reale, che potrebbe invece rassicurare la città”, conclude il presidente Ava chiedendo al sindaco Luigi Brugnaro di rivedere il sistema di comunicazione “come si era parlato di fare”. La differenza a cui fa riferimento Scarpa, è quella tra il livello medio del mare e lo zero mareografico utilizzato a Venezia, che è quello registrato nel 1897 in Punta della Salute, circa 31 centimetri più basso.

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1 Ottobre 2020
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