A Genova sale in quota il primo pezzo del nuovo ponte

La fine dei lavori è prevista per il 15 aprile. Disegnato da Renzo Piano, il ponte ricorderà la carena di una nave
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GENOVA – Un “varo” in quota. Con il presidente del Consiglio ad assistere, occhi al cielo, assieme al ministro Paola De Micheli, all’archistar Renzo Piano, al sindaco e commissario Marco Bucci e al governatore Giovanni Toti, la prima parte di impalcato del nuovo ponte di Genova ha iniziato l’innalzamento da terra. Un megalite da 480 tonnellate d’acciaio, forgiato da Fincantieri che sta realizzando il nuovo ponte assieme a Salini-Impregilo e con la progettazione di Italferr, che arriverà a 40 metri di altezza. E’ la parte centrale della prima campata, lunga 50 metri, larga 10 e alta quasi 5. Nel corso della mattinata, con un’operazione complessiva di quasi tre ore, sarà poggiata sulle prime due nuove pile, terminate nel fine settimana scorso: la 5 e la 6, al centro del troncone occidentale. E, come disegnato da Piano, ricorda la carena di una nave. Le due “ali” verranno assemblate in quota successivamente: solo allora si raggiungerà la larghezza definitiva di 30 metri. Da cronoprogramma, i 1.067 metri di impalcato dovrebbero essere terminati entro il 31 dicembre, mentre la fine dei lavori è prevista per il 15 aprile. Alla fine di tutto, il ponte sarà composto da 18 pile, con tre campate da 100 metri per superare il torrente Polcevera e la linea ferroviaria, e le altre 16 da 50 metri. Due corsie per senso di marcia, più la corsia d’emergenza che non era presente nel vecchio ponte Morandi, crollato il 14 agosto 2018, portando via con sé 43 vite. Nel corso della mattinata verrà anche inaugurato il nuovo infopoint sui lavori a Porta Siberia, nel cuore del Porto Antico.

BUCCI: BENVENUTI NEL CANTIERE CHE NON SI FERMA MAI

“Benvenuti nel cantiere che non si ferma mai. Da oggi in poi, tutti vedranno il primo pezzo del ponte, che crescerà fino a ricongiungere le due sponde della valle. Non è solo il ricordo di una tragedia ma la certezza che insieme riusciamo a fare grandi imprese. In Italia, riusciamo a fare le cose giuste, in tempi giusti”. Così il sindaco di Genova e commissario straordinario per la ricostruzione di Ponte Morandi, Marco Bucci, questa mattina alla cerimonia per il varo in quota del primo impalcato del nuovo viadotto sul Polcevera. 

“Come ha detto Renzo Piano- prosegue il primo cittadino- questo è un ponte che guarda al dna di noi genovesi. Ha un impalcato forte come l’acciaio e che somiglia a una nave perché il mare è la fonte della nostra ricchezza nel passato, presente e futuro. E poi ci sono le pile di cemento armato che vanno su una dopo l’altra, ‘cianin, cianin’ come diciamo qui, che rappresentano il nostro modo di lavorare”. Il sindaco, “avendo sempre nel cuore e nella mente le 43 vittime”, passa poi a “ringraziare chi ha fatto la demolizione, chi sta costruendo, i genovesi che vivono attorno al ponte e sentono più di tutti il disagio di un cantiere che lavora 24 ore su 24, sette giorni su sette. Faremo tutto il possibile per aiutarli a lenire il disagio perché del ponte ne abbiamo bisogno e, di questo, c’è consapevolezza in tutta la città. Il lavoro non è finito ma abbiamo forza e capacità per continuare ad andare avanti e avere il ponte finito ad aprile 2020″. 

Poco prima del suo intervento sul palco, parlando con la stampa, Bucci invitava a guardare il messaggio sulla sua cravatta: “Femmo torna Zena superba – c’è scritto in genovese, ovvero ‘facciamo tornare Genova superba’- se lo avete notato questa è la cravatta che metto sempre nei momenti importanti perché vuole mandare il messaggio chiaro che Genova aspira a diventare una delle città più importanti in Europa”.

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1 Ottobre 2019
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