Juncker: “Saremo rigidi o è fine dell’euro”, e cita la Grecia. Salvini: “Italia paese sovrano”

Il ministro dell'Economia rientra prima a Roma e oggi non parteciperà alla riunione dell'Ecofin.
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ROMA – Il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha deciso di anticipare il suo rientro a Roma e domani quindi non parteciperà alla riunione dell’Ecofin. Lo riferiscono fonti del Tesoro. Il ministro, ieri in Lussemburgo dove è in corso il vertice dell’Eurogruppo, ha annunciato il rientro in Italia nella giornata di ieri.

Oggi all’Ecofin l’Italia sarà dunque rappresentata dal direttore generale del Tesoro, Alessandro Rivera. Il ministro Tria, spiegano fonti del Mef, ha deciso di “anticipare la partenza per potersi dedicare domani al completamento della Nota di aggiornamento del Def per l’invio al Parlamento”.

Le rassicurazioni di Tria a Lussemburgo e poi il rientro

A Lussemburgo, quello portato da Tria è stato un messaggio di rassicurazione. “Stare tranquilli, cercherò di spiegare quello che sta accadendo e come è frollata la manovra”, è questo il succo di quanto annunciato dal ministro dell’Economia  ai partner europei al suo arrivo all’Eurogruppo. “Il rapporto debito-Pil italiano scenderà”, ha poi aggiunto il ministro rispondendo ai cronisti ed entrando alla riunione. Sulla decisione di rientrare già ieri in Italia, Tria ha spiegato che non c’è nessun motivo particolare, se non che si tratta di giorni molto impegnativi.

Non c’è nessuna ragione di emergenza per cui debba rientrare il ministro dell’Economia” ha precisato il vicepremier Luigi Di Maio interpellato dai cronisti a margine di un incontro al Mise. Il ministro osserva che nei prossimi giorni ci saranno diversi incontri di governo per “mettere a punto gli ultimi dettagli del Def”.

Di Maio: Confermato 2,4, Ue fa terrorismo su mercati 

“Non c’è nessuna motivazione che possa mettere in discussione il 2,4%”, ha poi sottolineato Di Maio parlando con i cronisti al Mise. Il ministro sottolinea che “il governo è compatto, poi c’è qualche istituzione che gioca a fare terrorismo sui mercati“.

L’allusione di Di Maio è al commissario Ue agli Affari monetari Pierre Moscovici, che nel pomeriggio di ieri è stato duro sulla manovra italiana a margine della riunione dell’Eurogruppo.

Moscovici: “Da Italia forte deviazione, Ue deve difendere regole per bene di tutti”

“Prendiamo atto che un deficit del 2,4 per cento per il 2019 e per i due anni successivi costituisce una deviazione significativa degli impegni presi”, ha esordito Moscovici.

“Prendo atto che il governo italiano sembra preferire la spesa pubblica, che può rendere popolare a stretto giro e portare a un guadagno politico, ma bisogna dire la verità, chi paga per il debito? Gli italiani” incalza il commissario Ue, secondo il quale “l’Italia è il solo Paese della zona euro che avrà una politica economia espansionistica mentre è uno dei Paesi più indebitati”.

“E’ questa una politica solida, efficace e credibile?” ha chiesto Moscovici. “Ad ogni modo – ha concluso il commissario – il 15 ottobre, sulla base di dati precisi, forniremo un’analisi dettagliata della manovra italiana e reagiremo secondo quanto previsto dal diritto europeo”. Secondo Moscovici, “la Commissione europea è là per difendere regole non di austerità ma per il benessere dei cittadini europei, compresi quelli italiani che, così facendo, si indebitano e diventano sempre più poveri”.

Di Maio ha commentato queste parole così: “Stamattina a qualcuno non andava bene che non si fosse impegnato lo spread e Moscovici, uno che non è italiano, si è svegliato e ha pensato bene di fare dichiarazioni sul Def per creare tensione sui mercati”.

“Per fortuna- conclude il vice premier- le borse stanno per chiudere e domani continueremo a spiegare che il 2,4% non è molto diverso da quello che hanno fatto gli altri”.

Juncker: “Saremo molto rigidi, abbiamo già avuto caso Grecia”

In serata, poi, sono arrivate anche le dichiarazioni del presidente della Commissione Ue Jean-Claud Juncker, che hanno ulteriormente alzato la tensione.”L’Italia si sta allontanando dagli obiettivi di bilancio concordati a livello europeo.  Non vorrei – aggiunge – che dopo aver superato la crisi greca, ricadessimo nella stessa crisi con l’Italia. Una sola crisi del genere è sufficiente”. E ancora: “Se l’Italia vuole un trattamento speciale, sarebbe la fine dell’euro. Per questo dobbiamo essere molto rigidi”.

Salvini: “Italia paese sovrano, basta minacce da Ue”

La risposta di Matteo Salvini non tarda ad arrivare:  “In Italia nessuno si beve le minacce di Juncker, che ora associa il nostro Paese alla Grecia. Vogliamo lavorare per rispondere ai bisogni dei nostri cittadini. I diritti al lavoro, alla sicurezza e alla salute sono priorità del governo e andremo fino in fondo. Alla faccia di chi rimpiange l’Italia impaurita, quella con le aziende e il futuro in svendita. Non ci fermeranno”. Un’invettiva che si chiude con un netto: “Basta minacce e insulti dall’Europa, l’Italia è un Paese sovrano”.

Salvini: “Juncker? Chiederemo danni a chi vuole male dell’Italia”

“Le parole e le minacce di Juncker e di altri burocrati europei continuano a far salire lo Spread, con l’obiettivo di attaccare il governo e l’economia italiane? Siamo pronti a chiedere i danni a chi vuole il male dell’Italia” dice il ministro Matteo Salvini, ministro dell’Interno.

 

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