Caccia, Centinaio decide di aprire tavolo. L’appello di Costa: “No alla domenica”

Il commento del ministro dopo la tragedia di Imperia, dove un 19enne è stato ucciso per sbaglio
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Dopo la tragedia di Apricale (e la morte di un 19enne ucciso per errore da un cacciatore) comincia a smuoversi tutto il settore e il ministro dell’Agricoltura, Gian Marco, Centinaio, convoca tavolo con Ambiente e Regioni, cioè i tre soggetti che soprintendono la materia caccia.

CENTINAIO: AFFRONTARE LA QUESTIONE INTORNO A UN TAVOLO

“Nei prossimi giorni chiederò un incontro ai ministri Costa (Ambiente, ndr) e Stefani (Affari regionali, ndr) per affrontare le due problematiche relative alla caccia e al contenimento degli animali selvatici che stanno mettendo in ginocchio la nostra agricoltura. Sono due argomenti troppo importanti per dibatterne solo sui giornali o sui social. Ne parleremo ognuno per le sue competenze”. Così il ministro delle Politiche agricole e del turismo Gian Marco Centinaio.

COSTA: REGIONI CAMBINO SUBITO CALENDARI, NO BATTUTE DOMENICA

“Voglio lanciare un appello alle Regioni affinchè modifichino fin da subito il calendario in corso e blocchino almeno le battute di caccia (quelle ai cinghiali, le più pericolose e a rischio incidenti) la domenica, quando boschi e monti sono popolati ancora di più di escursionisti, da chi va a funghi, a castagne o semplicemente vuole godersi la Natura senza correre il rischio di morire”. Sergio Costa, ministro dell’Ambiente, lo scrive su Facebook intervenendo sul dibattito seguito all’uccisione da parte di un cacciatore di cinghiali ad Apricale, in provincia di Imperia.

“Per adesso, con le competenze date al ministero dell’Ambiente, è quanto si può fare- riconosce Costa- il Parlamento potrá fare le dovute valutazioni su ipotesi di riforma della normativa che consentano maggiore sicurezza e una migliore gestione dell’attivitá venatoria”.

“Ora valuterò stretta osservanza dei pareri Ispra”

Secondo l’ordinamento italiano la materia venatoria, disciplinata da una normativa quadro di riferimento, la 157/92, “è di competenza del ministero dell’Agricoltura e gestita dalle Regioni. I calendari venatori regionali in vigore sono stati definiti mesi fa. Quello che posso fare, e che sto facendo, è accertarmi che i pareri Ispra, che vengono emessi per la stagione venatoria siano rispettati”. Infatti “non è accettabile che le indicazioni della massima autoritá scientifica in materia, a volte, vengano raggirati o disattesi. Quindi agirò con fermezza nell’interesse del nostro patrimonio faunistico e nella piena indipendenza tecnica di Ispra”. Lo scrive ancora su Facebook Costa, e prosegue: “Voi cittadini potete fare molto: segnalate ai Carabinieri Forestali, alle Polizie Provinciali e a qualsiasi organo di Polizia Giudiziaria eventuali violazioni alle normative- dice Costa- Ognuno di noi faccia la propria parte, uno affianco all’altro, per il bene comune”.

“La caccia non è nel contratto di governo, il bracconaggio sì”

Tra caccia e bracconaggio, alla luce dell’incidente che ha visto la morte di un diciannovenne ad Apricale (Imperia) raggiunto da un colpo sparato da un cacciatore di cinghiali, in regola, “parliamo di due binari completamente diversi, per cui per il bracconaggio massima severità, nel contratto di governo per altro è scritta questo incremento di aggressività versi il bracconiere, cioè colui che è fuorilegge”. Invece, “per la caccia, il discorso nel contratto di governo non è previsto, e questo è un elemento significativo”. Sergio Costa, ministro dell’Ambiente, lo dice al telefono con SkyTg24.

Ciò detto, “penso sia corretto che colui il quale voglia godere della natura debba essere tutelato al pari di colui che nel rispetto della legge va a cacciare- prosegue Costa- per esempio penso che i cosiddetti Ambiti territoriali di caccia (Atc), le organizzazioni che gestiscono sul territorio della caccia, devono cominciare a guardare con un occhio diverso al territorio che gestiscono”. Ad esempio gli Atc dovrebbero badare “alla gestione del tesserino, a come si gestisce l’accesso al territorio libero del cacciatore rispetto al medesimo accesso libero del cittadino che va a castagne e funghi”, conclude il ministro, “c’è da aprire un confronto, un dialogo costruttivo senza demonizzare mai nessuno su entrambi i diritti di chi e cacciatore e di chi non lo è”.

Leggi anche:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»