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Venezia 79, Cate Blanchett in ‘Tár’ direttrice d’orchestra e di abusi

Il regista: "Il film è stato scritto per lei"

Pubblicato:01-09-2022 19:51
Ultimo aggiornamento:01-09-2022 19:51

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LIDO DI VENEZIA – Cate Blanchett è sbarcata alla 79esima Mostra del Cinema di Venezia per ‘Tár’ diretto da Todd Field, che torna sullo schermo a 16 anni da ‘Little Children’. Il film, targato Universal Pictures, racconta la storia di Lydia Tár, la prima direttrice di un’orchestra tedesca, interpretata magistralmente dalla diva australiana. “Non l’ho scritto pensando a Cate ma l’ho scritto per Cate”, ha detto il regista durante la conferenza stampa. Lydia è omosessuale ma al contrario di ‘Carole’ (uscito nel 2015) l’attrice non considera ‘Tár’ un manifesto dei diritti LGBTQ+. “Non ho pensato al sesso o alla sessualità di questo personaggio. Penso che siamo al punto in cui possiamo non stigmatizzare questi aspetti oppure farci un titolo”, ha sottolineato la due volte premio Oscar.

Lydia è all’apice del successo e dirige una importante orchestra tedesca. Il primo violino (Nina Hoss) è la sua compagna. Vivono in una bellissima casa insieme alla bambina siriana che hanno adottato. Gli apparenti equilibri però vengono spezzati: Lydia deve fare i conti con l’accusa di molestie sessuali. Il personaggio della Blanchett è tormentato e ambiguo e racconta, una delle poche volte sullo schermo se non la prima, uno scandalo sessuale al femminile.

“Lydia è una donna che cerca di trasformarsi attraverso la musica, ma c’è qualcosa che la tormenta. Nella sua vita c’è la meraviglia, ma anche l’orrore. Lei è debole e forte e conosce gli alti e i bassi”, ha raccontato Blanchett. “Questo personaggio è sul monte Olimpo come artista, ma come essere umano sa che il passo successivo la porterà in basso. Ci vuole coraggio ad affrontarlo. Credo che questa – ha proseguito – sia la parte ‘horror’ del film. Lei ha qualcosa di irrisolto che non vediamo. Ma vuole allontanarlo e attraverso la musica si vuole salvare”.

Il film affronta anche le dinamiche di potere. “Che dire sul potere… l’ambiente in cui il lavoro è cambiato moltissimo da quando ho iniziato. Quando sono entrata a far parte di questo mondo – ha dichiarato Blanchett – mi dicevano ‘goditi questo momento perché durerà circa 5 anni’. Prima la vita di un’attrice finiva presto. Ma alla fine non è andata così. ‘Tár però non è un film sulle donne ma sull’essere umano”. Blanchett 53 anni e un successo mondiale ma “non ho ancora spiccato il volo. Lo devo ancora fare, la vita è in continua trasformazione sta a noi avere la capacità di cambiare”, ha concluso l’attrice.

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