La campionessa senegalese di surf sprona le giovani a sfidare i tabù

La lezione di coraggio di Khadjou Sambe, prima surfista professionista senegalese
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ROMA – Cavalcare le onde per sfidare le convenzioni. Khadjou Sambe, prima surfista professionista senegalese, in attesa di partecipare alle Olimpiadi di Tokyo nel 2021, allena le ragazze aiutandole a emanciparsi, sfidando le norme culturali che vogliono la donna impegnata nelle sole mansioni domestiche.

Sambe, 25 anni e originaria della capitale costiera Dakar, si allena nella località di Ngor, il punto più occidentale dell’intero continente africano, sull’oceano Atlantico. Anche per Sambe non è stato semplice diventare una surfista, nonostante appartenga ai Lebou, un gruppo etnico che storicamente vive vicino all’acqua.

Intervistata dall’emittente britannica ‘Bbc’, Sambe ha raccontato che quando era ancora una teenager desiderosa di avvicinarsi a questo sport infatti, i suoi genitori le proibirono per due anni di surfare: rischiava di far vergognare la sua famiglia. La giovane in effetti ha ammesso che a quei tempi non aveva mai visto nessuna donna surfare nell’Atlantico.

Così, oggi è lei a spingere altre giovani ragazze a sfidare le onde tramite il progetto ‘Black girls surf’: una scuola sportiva che allena ragazze e donne a competere nel surf professionistico. Insegnando il surf e testimoniando la sua esperienza Sambe sprona le allieve a rompere le convenzioni che le vorrebbero relegate in casa.

Sambe sembra avere chiara in mente l’importanza di quello che rappresenta: “Quando mi sveglio la mattina- ha detto ancora alla ‘Bbc’- mi dico sempre: ‘Khadjou hai qualcosa da fare, rappresenti un simbolo ovunque nel mondo, devi andare dritto al punto, non arrenderti'”.

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