A Torino il Covid affonda la ztl allargata a pagamento

I dem attaccano: "La scusa è la pandemia del Covid, la realtà è che si sono accorti dopo anni che il progetto era sbagliato e anzi dannoso"
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TORINO – Questa mattina la giunta della sindaca Chiara Appendino ha decretato la morte del progetto di revisione della Ztl centrale della città noto come “Torino Centro Aperto”. Con l’approvazione della delibera avente per oggetto “Torino Centro Aperto-improcedibilità alla valutazione di fattibilità della proposta di Municipia S.p.a. per progetto di finanza area Ztl di Torino. Approvazione”, la giunta ha abbandonato definitivamente il piano d’azione che prevedeva l’estensione oraria con ingresso a pagamenti nella Zona a traffico limitato, in seguito alla pandemia.

“Essendo radicalmente mutati i presupposti che supportavano la proposta presentata dai privati, l’Amministrazione ritiene di non poter più procedere alla valutazione della fattibilità della proposta di Municipia, né a prendere in considerazione una nuova proposta che si basi su una diversa modalità di accesso alla ZTL”, si legge nell’atto approvato dalla giunta Cinque Stelle. “La Città, pertanto, non ritiene che sussista un pubblico interesse all’adozione della proposta presentata”.

L’insussistenza delle condizioni per procedere con una valutazione di fattibilità positiva sono da ricercarsi anche nel calo stimato nel 20% degli ingressi in Ztl. “Da un confronto tra gli attuali flussi in Ztl e quelli rilevati nel medesimo periodo del 2019, emerge ad oggi una riduzione del 20% degli ingressi, con un dato che, se dovesse essere confermato anche nel prossimo periodo, andrebbe considerato nella logica di una revisione della nuova regolamentazione degli accessi” si legge in delibera.

“Appendino e la sua assessora ai Trasporti Maria Lapietra hanno definitivamente abbandonato il progetto del pedaggio di cinque euro per entrare nella Ztl, denominato Torino Centro Aperto- commenta il capogruppo dei dem in Sala Rossa, Stefano Lo Russo-. La scusa è la pandemia del Covid, la realtà è che si sono accorti dopo anni che il progetto era sbagliato e anzi dannoso. Davvero una buona notizia per la città”.

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1 Settembre 2020
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