VIDEO | Il 26 settembre “Vivere” al cinema, storia famigliare di Francesca Archibugi

Ambientata in una periferia romana, protagonisti Adriano Giannini e Micaela Ramazzotti
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ROMA – Francesca Archibugi torna dietro la macchina per raccontare la storia di una famiglia disfunzionale. Protagonista di “Vivere”, nelle sale dal 26 settembre, sono Luca (Adriano Giannini), giornalista free-lance “confezionatore” di articoli di colore che piazza a stento sui giornali, sua moglie Susi (Micaela Ramazzotti), una ballerina che insegna danza a signore in sovrappeso, e Lucilla, la loro bimba di sei anni, quieta, ricca di fantasia e affetta da una grave forma d’asma. Un giorno nella loro vita arriva Mary Ann (Roisin O’Donovan), irlandese e studentessa di storia dell’arte, ragazza alla pari per la piccola Lucilla, che sconvolgera’ volente o nolente il loro equilibrio famigliare. L’anno che la ragazza vivra’ con la famiglia Attorre si rivelera’ denso di legami leciti e illeciti, di amicizia e d’amore, un anno in cui Mary Ann scoprira’ che il bene e il male hanno confini negoziabili.

Come in “Mignon e’ partita” uno sguardo esterno e straniero “comincia a fare girare le cose al contrario. E’ un archetipo letterario quello sguardo dello straniero, c’era gia’ nell’Iliade e nell’Odissea. Mi piace usare gli archetipi letterari ma poi siamo noi a doverli riempire questi archetipi, con la nostra vita”, ha dichiarato Archibugi all’Agenzia Dire, nel corso di un’intervista al Lido di Venezia, dove il film e’ stato presentato in anteprima fuori concorso.

“Le famiglie sono un po’ il cuore della societa’- ha proseguito la regista spiegando il motivo che l’ha spinta a mettere di nuovo questo tema al centro della sua nuova pellicola- in un senso negativo perche’ la societa’ e’ costruita sulle spalle dei sentimenti delle persone, e i sentimenti sono volubili, e in positivo perché noi esseri umani abbiamo un bisogno psichico di essere legati agli altri. Non credo che esistano due famiglie uguali, ne’ quelle felici, ne’ quelle tristi”.

A firmare la sceneggiature oltre la stessa Archibugi anche Francesco Piccolo e Paolo Virzi’ che, in conferenza stampa, ha raccontato la genesi di questo film: “Vivere nasce da un racconto di Francesca che si chiama ‘Un anno in Italia’. Lo spirito nazionale, il confine tra verita’ e bugia e’ tutto contenuto in quello che che avrebbe potuto esprimersi attraverso un saggio e che invece e’ nascosto nelle pieghe dei personaggi di questo film, visto dallo sguardo di una non italiana, che ha il mito dell’Italia con il suo background di cattolica irlandese che va impattare con il nostro spirito nazionale”.

Il film e’ ambientato in una Roma madre e matrigna, scelta non casuale, come ha spiegato Archibugi ai nostri microfoni: “Quando scegliamo dove far vivere i nostri personaggi e’ una scelta di romanzo, non e’ solo una location”. La coppia protagonista si sposta “dal centro per una periferia decorosa, e poi si vede completamente tagliata fuori dal cuore della citta’. E’ come galleggiare, stando in questi quartieri che non sono la periferia degradata, ma non sono parte integrante della citta’”.

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1 Settembre 2019
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