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Cile, il sindaco sta con i mapuche: “No alla discarica”

Il braccio di ferro tra il governo centrale e i mapuche va avanti dal 2011
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Juan Carlos Reinao

ROMA – Il sindaco della città di Collipulli, nel Cile centrale, ha deciso di aderire alla protesta dei mapuche, vari membri della quale l’altro ieri hanno occupato la sede del Municipio. Il motivo: le autorità di governo hanno autorizzato la costruzione di una discarica nei territori della comunità indigena, senza consultare o tener conto della posizione degli abitanti locali.

Il sindaco, Juan Carlos Reinao, egli stesso esponente dei mapuche, ha così deciso di rassegnare le dimissioni dalla carica di presidente dell’Associazione dei municipi della provincia di Malleco nord, come domandato dagli stessi manifestanti: “Capisco la loro richiesta, penso sia legittima”, ha detto il primo cittadino secondo la stampa cilena: “Intendo stare dalla parte della mia gente“.

Il progetto, oggetto di un braccio di ferro tra il governo centrale e i mapuche che va avanti dal 2011, riguarderebbe una porzione di territorio “rubata” alla comunità: “Si tratta di un nuovo esempio di razzismo ambientale che ci colpisce da tempo”, hanno detto i capi della protesta. Secondo le organizzazioni per i diritti umani e ambientali che sostengono la causa dei mapuche di Collipulli, l’azione del governo è in piena violazione della Convenzione 169 dell’Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo), secondo cui opere pubbliche in aree storicamente appartenenti alle comunità locali possono essere realizzate solo dopo aver consultato i residenti.

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