Emergenza inondazioni in Asia, 41 mln di persone colpite. 1200 morti/FOTO

Da più di una settimana le inondazioni stanno colpendo duramente l'Asia centro-meridionale
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ROMA – Quarantuno milioni di persone colpite, 1.200 morti, oltre 950mila edifici danneggiati o inagibili: sono questi i numeri delle inondazioni che da oltre una settimana stanno colpendo l’Asia centro-meridionale, e in particolare India, Bangladesh e Nepal.

In Bangladesh non si assisteva a una stagione dei monsoni così violenta da almeno 40 anni, e in pieno periodo del raccolto del riso, uno dei principali prodotti di consumo del Paese. Ben un terzo del territorio è stato coinvolto dai violenti rovesci che non hanno risparmiato neanche Dacca, la sua popolosa capitale.

Sotto l’acqua anche l’India dove a Mumbai, la capitale economica dell’India, ieri un palazzo di cinque piani si è sbriciolato uccidendo 12 persone e ferendone 14. Altre 22 risultano disperse. Al pian terreno un asilo fortunatamente era ancora chiuso al momento del crollo. L’edificio aveva oltre 100 anni, e non è il solo a essere così antico in città. Le forti piogge – le più abbondanti da almeno 15 anni – mettono a serio rischio la tenuta delle fondamenta, e questo ha aperto un’animata polemica nel Paese sia contro le autorità locali che quelle centrali che farebbero poco per controllare e garantire la manutenzione delle strutture.

Infine il Nepal, dove numerosi villaggi sono stati invasi dall’acqua, costringendo le persone a usare anche elefanti per soccorrere residenti e turisti. Ben 11.600 studenti, secondo il distretto scolastico di Morang, regione non lontana dalle frontiere con India e Bangladesh, non hanno potuto ricevere i libri di testo per via delle strade bloccate dall’acqua e il fango formatosi due settimane fa. Anche Save the Children ha lanciato l’allarme sull’impatto che queste inondazioni potrebbero avere sull’istruzione dei minori: ben 1,8 milioni di bambini e ragazzi in età scolare rischiano di saltare l’anno o perdere definitivamente la possibilità di andare a scuola, sia perché gli edifici scolastici sono andati distrutti, sia perché molti vengono adibiti a ricoveri per fronteggiare l’emergenza.

di Alessandra Fabbretti, giornalista

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