‘Mia suocera è un mostro’: l’esordio di Valentina Vanzini che si legge tutto d’un fiato

L'intervista alla scrittrice sul suo romanzo d'esordio che, tra colpi di scena e situazioni tragicomiche, si fa leggere tutto d’un fiato sotto l’ombrellone
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ROMA – “Suocera: creatura mitologica con sembianze umane, composta per metà dalla mamma del partner e per metà da satana in persona”. Questa è solo una delle tante (ed esilaranti) frasi sulle suocere che si leggono in rete e che rispecchia perfettamente il pensiero di Lexie Woods, la protagonista di ‘Mia suocera è un mostro’: l’esordio (promosso) ‘made in Sicilia’, originale, romantico appassionante, verace, frizzante di Valentina Vanzini -in libreria con Newton Compton Editori- che si fa leggere tutta d’un fiato sotto l’ombrellone.

“Ho conosciuto la mia vera suocera, ormai diversi anni fa, proprio in Sicilia a Marzamemi (Pachino) ed ho sperimentato, come molte donne, l’ansia e la preoccupazione per quel fatidico primo incontro”, ha raccontato Vanzini alla Dire.

 

“E se mia suocera fosse un mostro? Mi chiesi. Da lì -ha continuato- è nata l’idea che poi ho sviluppato. Nel mio caso le ansie si sono rivelate mal riposte, mentre quelle di Lexie, la protagonista del romanzo, sono del tutto giustificate”.

Lexie è una fashion victim, vive a New York, lavora come giornalista per una rivista di tendenza e si muove con disinvoltura tra inaugurazioni e feste esclusive. Potrebbe sembrare una vita perfetta se non fosse che le sue relazioni sentimentali sono un vero disastro. Ecco perché, quando incontra ‘Mr Perfect’, all’anagrafe Giacomo, un bellissimo giovane italiano emigrato di successo, è disposta a tutto pur di far funzionare le cose. Persino partire senza preavviso alla volta della Sicilia, per conoscere quella che, se tutto fosse andato secondo i piani, sarebbe potuta diventare la sua adorabile suocera.

Donna Rosaria, questo il nome del ‘mostro’, è la tipica mamma chioccia convinta di poter essere l’unica donna adatta per suo figlio: l’arrivo di Lexie, però, mina la sua convinzione. Senza dimenticare che sono due donne agli antipodi: hanno pensieri divergenti dalla cucina al sesso fino alla religione.

La scrittrice regala ai lettori e alle lettrici un match ‘all’ultimo sangue’ animato da dispetti, sabotaggi, bugie, vendette, cattiverie, ‘terrorismo’ psicologico, scelte difficili e rivelazioni scottanti che in confronto ‘Beautiful’ è una favola per bambini.

Il rapporto con la suocera è sempre un’incognita”, ha commentato l’autrice. “E se va male? Il consiglio che posso dare è quello di dialogare, sempre. Non solo -ha continuato- con il proprio compagno o marito, ma soprattutto con la suocera. A volte anche i problemi più spinosi se affrontati in modo gentile ma diretto possono sgonfiarsi, come per magia”.

Sacra e profana. misericordiosa sulla carta e perfida manipolatrice nella pratica. Donna Rosaria fa di tutto per ostacolare la strada di suo figlio e Lexie verso il matrimonio e Giacomo sembra non notare ‘il lato oscuro’ della madre.

A salvare la protagonista dalla suocera e dalla solitudine (Giacomo la lascia quasi sempre sola perché impegnato a risolvere faccende che riguardano il suo passato e la sua famiglia) ci pensano gli amici e colleghi di New York e Vito, il fratello di ‘Giacomino’: lui nella storia rappresenta la passione, l’amore, il ‘sapore’ dei piatti tipici siciliani, il fascino, la saggezza, la veracità e, soprattutto, l’imprevisto. Vito è il brio del romanzo: impossibile non farsi ‘catturare’ da lui durante la lettura. Inoltre, ha il potere di mettere in discussione un amore infallibile. Un chiaro esempio di come l’amore non è del tutto immune all’imprevisto.

“L’amore, come ogni ambito dell’esistenza, non può essere immune dagli imprevisti. La profondità del sentimento, però, si legge nella determinazione, nel desiderio di superarli. Se questa determinazione manca e uno dei due alla prima difficoltà fa un passo indietro che amore è? Vero, Mr Perfect?”, ha raccontato la Vanzini. Al di là del duello con la suocera, il libro affronta anche il tema della felicità/infelicità.

Ogni personaggio della storia ha rinunciato a qualcosa per accontentare gli altri, a discapito della propria felicità. “Sono convinta che per essere felici si debba prima di tutto essere sinceri, con sé stessi e con gli altri. Nel romanzo nessuno, almeno all’inizio, è completamente sincero e questo impedisce alla felicità sia di essere generata, ma anche di diffondersi e contagiare”, ha detto l’autrice.

Tra mostri di suocera, felicità, infelicità e dubbi sull’amore, la scrittrice tocca piano il tema della violenza sulle donne con il giusto equilibrio con il resto della storia senza risultare un’aggiunta forzata alla narrazione. “Nel romanzo ho solo sfiorato il tema della violenza sulle donne, che mi sta molto a cuore”, ha detto la Vanzini. “Accanto a importanti contributi di operatori del settore, associazionismo, centri antiviolenza, giuristi, e tutti coloro che ogni giorno si battono per l’abolizione dell’orrendo crimine che è la violenza di genere -ha continuato- è mia opinione che romanzi, serie tv, film e ogni forma di prodotto culturale e di intrattenimento possa contribuire a sensibilizzare le coscienze. Più il tema è dibattuto, maggiore sarà il numero di donne che non avrà paura a denunciare i propri aguzzini”.

‘Mia suocera è un mostro’ si fa leggere tutto d’un fiato. Lo stile della scrittrice è irresistibile come il canto delle sirene: più si ‘divorano’ le pagine e più la storia regala ai lettori e alle lettrici un crescendo di situazioni tragicomiche (come solo una commedia greca sa fare) che non riescono a far distogliere lo sguardo dal libro. Un romanzo rosa leggero, ma non superficiale, che affronta con il giusto equilibrio e la giusta dose di ironia situazioni di vita quotidiana che possono riguardare ognuno di noi.

Alla fine dell’intervista abbiamo chiesto alla scrittrice quali attori internazionali o nazionali sceglierebbe per interpretare i personaggi del libro e quale regista sceglierebbe per dirigere la storia se avesse la possibilità di portare il suo romanzo sul grande schermo: “Trasformare ‘Mia suocera è un mostro’ in un film sarebbe davvero un sogno, io non oso nemmeno immaginarlo, mentre alcuni lettori e lettrici lo auspicano”, ha detto l’autrice.

“Hanno fatto una specie di casting ideale e gli attori più quotati sono -ha continuato- Giulio Berruti nel ruolo di Mr Perfect e Michele Morrone in quello di Vito, mentre la protagonista femminile è ancora senza volto. Se però posso permettermi di sognare in grande allora vorrei che in lizza per la direzione ci fossero registi come Paolo Genovese e Fausto Brizzi. Tanto si era detto che era un sogno, no?”.

Sulla prossima avventura letteraria, invece, Valentina ha dichiarato che “per ora non ho pensato a un seguito di ‘Mia suocera è un mostro’, ma sto lavorando a nuove storie che mi stanno divertendo molto. Non anticipo nulla per scaramanzia, ma sarà un’estate di scrittura la mia!”.

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1 Agosto 2020
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