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ROMA - "Il 29 luglio, data di nascita di Benito Mussolini, il ministro degli Interni della Repubblica Italiana ha
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ROMA – “Il 29 luglio, data di nascita di Benito Mussolini, il ministro degli Interni della Repubblica Italiana ha twittato ‘Tanti nemici, tanto onore’, parafrasando una espressione cara a BM. Fare il ministro comporta qualche responsabilità in più, tra queste quella di pesare le parole. Il ministro usa con attenzione e maestria i social. Siccome è persona avveduta, ha piena consapevolezza del significato del suo gesto, che è fatto delle parole che sceglie di usare nella data in cui le pubblica. Non a caso ne scrive pure la Cnn. Le parole contano, pesano, hanno effetti e ricadute. Come e talvolta più dei fatti. Per ciò bisogna controbattere, in questa circostanza come ogni volta che egli indica un nemico in chi è diverso, sia per il messaggio che comunica, sia perché lo fa da Ministro degli Interni”. Lo scrive in un post il vicesindaco di Roma, Luca Bergamo.

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“La paura di un domani incerto domina la vita di tanti. Alimentare questa paura e nutrirsene per crescere nel potere è, purtroppo, un esercizio diffuso nel mondo. Le ragioni della paura risiedono nel fallimento di classi dirigenti che hanno assecondato gli aspetti più deleteri di una globalizzazione dominata da giganteschi interessi mercantili, senza riuscire ad esaltarne il potenziale che l’incontro di culture diverse porta con sé. Farsi carico di questo fallimento, cambiare a fondo il rapporto tra Stato e società, è indispensabile e urgente, e in nessun modo legittima il gioco sulla paura delle persone. Alla nostra Italia serve ricostruire le ragioni per stare insieme e affrontare le sfide enormi che sono davanti a noi, per ridurre le ingiustizie e cambiare radicalmente la direzione di marcia. Strappare la tela giorno dopo giorno, esacerbare le divaricazioni nella società non è affatto un contributo a questa missione. Anzi la mette costantemente in pericolo. Le parole contano e un indispensabile riequilibrio è necessario avvenga anche su questo terreno“, conclude Bergamo.

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