Violenze sui bimbi all’asilo nido, due arresti a Milano

In manette il titolare e la coordinatrice, due italiani incensurati di 34 e 35 anni
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carabinieriROMA  – Sono stati arrestati il titolare e la coordinatrice di un asilo nido di Milano, in zona Bicocca: a loro carico le accuse di aver schiaffeggiato, spintonato, rinchiuso e addirittura morso i piccoli ospiti della struttura da loro gestita. I due finiti in manette, di 35 e 34 anni, sono italiani e incensurati.

A dare il via all’indagine dei carabinieri del Comando provinciale di Milano la visita in ospedale di un bambino di appena due anni su cui era stato riscontrato un morso umano. Successivamente sono emersi altri episodi di maltrattamenti ai danni di bimbi dai due mesi ai due anni. Alcuni bambini venivano legati alle sedie con delle cinghie, altri rinchiusi in stanzini bui.

Il gip ha già convalidato l’arresto dei due. Pare che avessero anche mentito ai genitori riguardo ai lividi da questi riscontrati sui figli.

IORI: PUNIRE RESPONSABILI, SERVE FORMAZIONE

“Condanno con fermezza quanto avvenuto all’interno di un asilo nido a Milano: cinghie, schiaffi, spintoni e ogni altra forma di maltrattamento, fisico e verbale, sono inqualificabili e pertanto i responsabili devono essere puniti severamente”. Lo dichiara, in una nota, la deputata del Pd e responsabile nazionale del partito per l’infanzia e l’adolescenza, Vanna Iori. “Questo episodio è la spia di un lavoro educativo inadeguato, se non addirittura patologico: educatori non ci si improvvisa, al contrario deve essere una scelta e non può prescindere da capacità relazionali”, sottolinea Iori. “Servono formazione e preparazione professionale. A questo mira la legge sugli educatori, approvata dalla Camera e ora all’esame del Senato, a mia prima firma: solo competenze adeguate e certificate da un percorso di studi, insieme ovviamente alle capacità emotive, possono costituire un’assicurazione in termini di adeguatezza della funzione che ricopre chi è chiamato ogni giorno a occuparsi dei bambini”, prosegue. “Il controllo dela qualità educativa può eventualmente avvalersi di strumenti come le telecamere, ma nella strategia di prevenzione a tutela dei minori un ruolo fondamentale lo ricoprono innanzitutto i genitori, che non devono sottovalutare i comportamenti dei propri figli: vanno ascoltati, perchè ad esempio il loro rifiuto ad andare a scuola può non essere sempre sinonimo di un capriccio”, conclude Iori.

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