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Dal 2023 si pagherà un contributo di accesso per visitare Venezia. E arriva la stretta sugli affitti turistici

Il contributo sarà rivolto solo a chi non pernotta in città e l'entità del pagamento sarà variabile. E per entrare bisognerà prenotare

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VENEZIA – “Il contributo di accesso a Venezia sarà attivo dal 16 gennaio 2023“. Lo annuncia l’assessore comunale al Turismo Simone Venturini, presentando oggi il regolamento del contributo di accesso definito dalla giunta comunale. Insieme all’assessore al Bilancio, Nicola Zuin, è stato assicurato che si tratta di uno strumento per gestire i flussi turistici e non per far cassa. Cuore del sistema sarà una piattaforma multicanale e multilingua realizzata dalla società in house del Comune Venis, attraverso la quale si potrà prenotare la visita e ottenere un QR code da esibire in caso di controlli. Il portale per la prenotazione dell’accesso alla città e il pagamento del contributo sarà online “un paio di mesi prima”, anticipa poi Venturini, ricordando che si tratta di uno strumento che rientra nel sistema di prenotabilità della città, funzionale alla gestione dei flussi turistici.

CHI PAGHERÀ PER VISITARE VENEZIA

A pagare il contributo di accesso sarà chi arriva con qualsiasi vettore o con mezzi propri, senza pernottare nel Comune di Venezia. Chi pernotta continuerà infatti a pagare l’imposta di soggiorno e, per i giorni di pernottamento, potrà accedere a Venezia senza bisogno di prenotare. Residenti nel Comune, chi lavora o studia nella città antica o nelle isole e proprietari di immobili in regola con il pagamento dell’Imu potranno sempre accedere a Venezia senza prenotare né pagare il contributo, così come chi paga la tassa di soggiorno perché pernotta in una struttura nel Comune, i domiciliati iscritti nello schedario della popolazione temporanea e chi è nato nel Comune di Venezia.

GLI ESENTI DAL PAGAMENTO DEL CONTRIBUTO DI ACCESSO

Inoltre, saranno esentati dal pagamento del contributo i bambini sotto i sei anni, i disabili e un accompagnatore, chi deve accedere per prestazioni sanitarie, chi accompagna degenti in strutture sanitarie della città antica, chi partecipa a competizioni sportive riconosciute dal Coni, chi assiste a queste competizioni raggiungendole utilizzando un apposito servizio di trasporto pubblico, chi partecipa a manifestazioni organizzate o patrocinate dal Comune. Esenti anche amministratori pubblici e autorità in missione istituzionale, volontari in servizio in eventi o manifestazioni organizzati o patrocinati da Comune, Città metropolitana o Regione, Forze armate, Forze dell’ordine e Vigili del fuoco che accedono per ragioni di servizio.

I residenti nella Città metropolitana e nella Regione Veneto saranno invece esentati dal pagamento del contributo solo fino al raggiungimento delle soglie stabilite dalla giunta comunale. Esente sarà poi chi ha affittato per motivi abitativi e non turistici una casa nel Comune di Venezia – compreso il suo nucleo familiare anagrafico -, chi si reca in visita a parenti residenti fino al terzo grado, chi va a far visita a parenti detenuti, chi partecipa ad un funerale di un parente, chi si reca in visita a parenti ospitati presso strutture socio-sanitarie.

Infine, non pagherà chi deve partecipare a processi o è convocato presso uffici pubblici o giudiziari siti nella città antica del Comune di Venezia e nelle altre isole minori della laguna; i passeggeri dei bus turistici in regola con il pagamento della Ztl Bus del Comune di Venezia; chi accede esclusivamente alle aree del Ponte della Liberta, Piazzale Roma, Stazione Marittima e Isola Nova del Tronchetto.

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QUANTO SI PAGA PER ENTRARE A VENEZIA

L’obiettivo è appunto regolamentare i flussi turistici e programmare di conseguenza i servizi pubblici, pertanto la Giunta prevederà soglie giornaliere di presenze, anche differenziate a seconda del periodo dell’anno, oltre le quali il contributo di accesso diventerà più salato, così da scoraggiare i visitatori spingendoli a scegliere un altro momento. La cifra da pagare, insomma, non sarà fissa, ma dipenderà dal momento della visita, e anche dal momento di prenotazione. In alcune fasce orarie, ad esempio la sera, e in alcuni periodi dell’anno, il contributo di accesso potrebbe non essere richiesto. Ci sarà poi la possibilità di pagare un contributo ridotto prenotando con largo anticipo.

Il numero di accessi disponibili a Venezia prima dell’aumento del contributo sarà reso chiaro con strumenti informativi. I passeggeri delle navi da crociera pagheranno il contributo per la giornata di sbarco, ma la Giunta si riserva di determinare una tariffa forfettaria in accordo con le compagnie crocieristiche e l’Autorità di sistema portuale, avviando una collaborazione mirata al turismo sostenibile e consapevole.

COME SI PAGA IL CONTRIBUTO DI ACCESSO

La riscossione del tributo avverrà tramite i vettori di trasporto pubblico di linea e ferroviario e di navigazione, che dovranno far pagare il contributo insieme al biglietto. I vettori che stipuleranno un accordo con il Comune impegnandosi a informare i passeggeri sull’obbligo di corrispondere il contributo di accesso potranno invece non richiederlo al momento dell’acquisto del biglietto. In tutti gli altri casi il contributo andrà pagato direttamente al Comune tramite la piattaforma realizzata da Venis, una web app dedicata o appositi sportelli automatici.

LE SANZIONI PER CHI ENTRA SENZA PAGARE

I visitatori che in caso di controllo risulteranno non aver pagato il contributo, o aver rilasciato dichiarazioni mendaci per ottenere l’esenzione, riceveranno una sanzione che va da 50 a 300 euro. Non è previsto il rimborso per importi inferiori a 10 euro, a meno che la visita non venga annullata entro le ore 24 del quarto giorno antecedente il giorno di validità del contributo pagato, caso per cui è previsto un rimborso di tre euro a testa. Per quanto riguarda i controlli, il regolamento prevede che la Giunta possa introdurre sistemi elettronici o automatici, anche solo per particolari aree di accesso alla città o alle isole.

LA STRETTA SUGLI AFFITTI TURISTICI

Il Comune di Venezia si metterà al lavoro per “redigere un regolamento che vada a dettare delle nuove linee per gestire il fenomeno degli alloggi inseriti nel circuito delle affittanze turistiche brevi e favorire invece le affittanze di immobili per la residenzialità, così da facilitare coloro che decidono di stabilirsi in città per lunghi periodi”. Lo annuncia il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, all’indomani dell’approvazione dell’emendamento al dl Aiuti “che vede Venezia apripista nella sperimentazione di provvediementi innovativi in tema di gestione dei flussi turistici, in linea con l’Unesco”.

Il Pd ha rivendicato il risultato perché il testo è del deputato dem Nicola Pellicani, ma per Iv e M5S da solo non basta a risolvere i problemi, e ha chiesto all’amministrazione Brugnaro di mettersi al lavoro sfruttando anche questa nuova leva. Il sindaco non si fa tirare per la giacca. “Il turismo è una risorsa fondamentale per Venezia, che crea tanti posti di lavoro, ma i flussi vanno regolati e regolamentati per trovare un equilibrio tra chi ci vive e chi viene a visitarla, e salvaguardare così l’identità della nostra città”.

E dunque, afferma Brugnaro, ben venga la nuova possibilità: “Abbiamo contribuito e sostenuto fortemente la stesura del testo di questo emendamento proprio perché è all’amministrazione comunale che viene affidata questa grande responsabilità. Affronteremo la stesura di questo regolamento con quella serietà e attenzione che ha sempre caratterizzato il nostro agire amministrativo. Venezia segue così l’esempio e l’esperienza di tante altre città europee, che hanno regolamenti ancora più stringenti“. Brugnaro però avverte: “Non sarà un percorso facile. Ascolteremo tutti e al termine faremo sintesi per arrivare ad un regolamento che sia il più condiviso ed equilibrato possibile“.

Il sindaco di Venezia spedisce poi un grazie “al Governo e a tutti i parlamentari e a quelle forze politiche che hanno consentito, con il loro voto, questa modifica legislativa pensata ad hoc per Venezia. Grazie, in particolar modo, al ministro Renato Brunetta che ha dimostrato, ancora una volta, di essere mediatore e tessitore per arrivare ad avere un testo dell’emendamento che potesse avere un sostegno trasversale”. Perché, conclude il primo cittadino, “quando si lavora per il futuro di Venezia non ha senso dividersi in fazioni: dobbiamo pensare solo all’interesse della nostra Città, di chi ci abita e lavora e di chi viene a visitarla.

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2022-07-01T18:36:35+02:00