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Euro 2020, la Nazionale in ginocchio o no? Calciatori uniti contro le polemiche

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In Italia infuria la polemica sulla mancata scelta della Nazionale di inginocchiarsi prima delle partite degli Europei in solidarietà al Black lives matter
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ROMA – Hanno scelto di essere uniti davanti alle critiche arrivate dall’esterno. E per non dividersi nemmeno internamente in una discussione su cosa fare hanno deciso di ‘adeguarsi’ agli avversari: quello che fanno loro lo facciamo anche noi. È nata così nello spogliatoio dell’Italia quella che per molti è stata una non scelta sull’inginocchiarsi o no prima delle partite degli Europei, come manifestazione di sostegno al Black Lives Matter nella lotta contro il razzismo, un movimento che comunque non è solo questo. In realtà una scelta gli azzurri l’hanno fatta. Nessuno di loro è un razzista, ma la situazione mediatica che si è creata rischia di ‘bollare’ i singoli, come successo dopo la partita contro il Galles in cui alcuni si sono inginocchiati e altri no. Ma tra i giocatori dell’Italia non c’è nessun suprematista bianco. Non è quel gesto che fa di una persona un razzista oppure no. Una parte, anche della politica italiana, non vuole però capirlo. Meglio quindi un addio pubblico alla libertà individuale. A questo sono stati costretti i calciatori azzurri, a rinunciare a un loro diritto. Per essere solo squadra: applausi o critiche, ma per tutti insieme. Loro uniti contro le polemiche, un po’ come nel 1982 o nel 2006 hanno anche pensato. Infine, vale la pena dire che l’Italia è in buona compagnia, perché sembra che i giocatori azzurri siano quelli ‘strani’: hanno fatto o fanno lo stesso Austria, Portogallo, Finlandia, Germania, Svizzera e Scozia. Mentre sono ‘solo’ tre le Nazionali che hanno scelto di inginocchiarsi sempre: Inghilterra, Belgio e Galles.

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