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Roma, le forze dell’ordine sgomberano il campo nomadi ‘La Monachina’

La sindaca Raggi: "Raggiunto un altro importante obiettivo"
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ROMA – Hanno preso avvio questa mattina le operazioni per liberare il campo nomadi ‘La Monachina’ in zona Casal Lumbroso a Roma. Gli agenti della Polizia locale del Gruppo XIII Aurelio, insieme al Gssu-Gruppo Sicurezza Sociale Urbana e all’Unità Spe-Sicurezza Pubblica ed Emergenziale stanno provvedendo con l’identificazione e l’allontanamento di coloro che sono ancora presenti all’interno dell’area. Poco più di una decina le persone trovate all’interno dei moduli, che progressivamente vengono accolti dal personale dei servizi sociali per l’avvio delle procedure previste per l’assistenza alloggiativa. Lo annuncia in una nota la Polizia locale di Roma Capitale.

RAGGI: “RAGGIUNTO UN ALTRO IMPORTANTE OBIETTIVO”

“Abbiamo chiuso anche il campo rom La Monachina. Ulteriore importante obiettivo raggiunto nel percorso di superamento e chiusura dei campi rom presenti a Roma. Mettiamo fine a un sistema che favorisce ghettizzazione, che fa spendere milioni di euro ogni anno e che crea disagi per i cittadini”. Lo scrive su Twitter la sindaca di Roma, Virginia Raggi, commentando la chiusura del campo nomadi a Casal Lumbroso.

NEL CAMPO PRESENTI 105 PERSONE

“Da oggi il campo rom La Monachina chiude. Prosegue così, a pieno ritmo, il percorso di superamento e chiusura dei campi rom presenti a Roma. Questa mattina gli agenti della Polizia locale di Roma Capitale hanno iniziato le operazioni per l’uscita dal campo delle ultime persone rimaste all’interno. Seguiranno poi le operazioni di pulizia e smantellamento dell’area”, si legge in una nota il Comune di Roma. Delle 105 persone presenti all’inizio del percorso, 9 nuclei familiari (33 persone) sono usciti dal campo spontaneamente; 14 nuclei (48 persone), invece, hanno firmato il Patto di Responsabilità Solidale con il Comune di Roma. Di questi, alcuni hanno fatto ricorso al mercato privato con un affitto, altri sono stati trasferiti temporaneamente in alloggi popolari destinati all’emergenza abitativa come prevede il progetto di cohousing del Comune di Roma ‘Dal campo al condominio’.

“Dopo Shiavonetti, Camping River, Foro Italico e l’Area F del campo rom di Castel Romano, oggi chiudiamo anche il campo di Monachina. È un altro obiettivo che abbiamo raggiunto e che conferma l’impegno dell’Amministrazione nel chiudere gli insediamenti presenti in città, mettendo fine a un sistema che favorisce la ghettizzazione, che fa spendere milioni di euro ogni anno alla città e che crea disagi per i cittadini. Pugno duro, quindi, contro chi delinque e assistenza per chi, invece, ha bisogno di aiuto. È il nostro modello, la ‘terza via’ basata su inclusione e rispetto della legalità, sulla tutela dei diritti e sul rispetto dei doveri”, dichiara la sindaca di Roma, Virginia Raggi.

“Né assistenzialismo fine a se stesso, né la chiusura dei campi senza reali alternative. A Roma non spostiamo il problema di qualche centimetro ma mettiamo in campo una metodologia precisa, una progettualità, un sistema che porti a una reale inclusione per chi si impegna in un percorso di autonomia. Durante il percorso di superamento del campo di Monachina sono stati 370 i colloqui effettuati dai funzionari dell’Ufficio Rom Sinti e Caminanti, oltre a quelli portati avanti dall’ente gestore, secondo la metodologia prevista dal Piano Rom che si basa sull’approccio uno a uno, come strumento motivazionale e di riflessione per un gruppo di persone che per anni ha subito solo interventi di contenimento, puramente assistenziali”, dichiara la delegata all’inclusione, Monica

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