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Calenda: “Pd sbaglia a cercare di tenere in piedi i 5 Stelle, sono dei buffoni”

Il candidato sindaco di Azione a Roma invita il Partito democratico a chiudere con il Movimento e punge Michetti: "Non lo conosce nessuno, al ballottaggio andrò io"
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Di Nicolò Rubeis

ROMA – “Trovo che tutti i tentativi del Pd di tenere in piedi i M5S siano pericolosissimi e sbagliati. Io penso che vadano cancellati dalla storia politica del Paese. Ora stanno esplodendo ma hanno espresso veramente il degrado della cultura politica dell’Italia”. Non usa giri di parole il candidato sindaco di Roma Carlo Calenda, interpellato a Milano sullo scontro Grillo-Conte, che sta agitando in queste ore la galassia pentastellata. “Sono ormai quasi dieci anni che hanno riversato su tutti insulti, pretese di onestà, tradendo tutti i loro principi – ha proseguito il leader di Azione -, stiamo ancora qui e c’è qualcuno che li osa definire alleati naturali. Ma di che stiamo parlando? Liberiamoci di questi buffoni“.

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“IN ITALIA C’È BISOGNO DEL PD E DI UN CENTRODESTRA DI ISPIRAZIONE POPOLARE”

Dal teatro Franco Parenti di Milano dove ha dialogato con il primo cittadino Beppe Sala, l’ex ministro dello Sviluppo economico, che si presenta alla corsa al Campidoglio in competizione con il Partito democratico con cui è stato eletto al Parlamento europeo, ha parlato anche dei suoi rapporti con il Nazareno: “Non sono per la distruzione del Pd, ne abbiamo bisogno quanto abbiamo bisogno di un partito di centrodestra di ispirazione popolare. Ma quando è che noi riformisti siamo diventati così conigli da pensare che i voti non li riusciamo più a prendere e possiamo solo ereditarli da un’alleanza coi 5 stelle o coi sovranisti?”.

“VORREI DRAGHI AL QUIRINALE A FINE LEGISLATURA”

“Mi piacerebbe che Mario Draghi diventasse il presidente della Repubblica alla fine di questa legislatura. Ma non capisco come possa salire al Quirinale durante questa”. Così Calenda sulla possibilità che il premier passi da palazzo Chigi al Quirinale dopo la scadenza del mandato di Sergio Mattarella. Certo è che quando era caduto il governo Conte “si doveva andare alle elezioni – ha aggiunto il candidato sindaco di Azione – su questo non ero d’accordo con Italia Viva. Sarebbero spariti i 5 Stelle”.

“A ROMA ARRIVERÒ AL BALLOTTAGGIO, MICHETTI NON LO CONOSCE NESSUNO”

Se non dovessi arrivare al ballottaggio di certo c’è che non appoggerei Virginia Raggi. Ma a questa domanda non rispondo perché ero l’unico che lo faceva. Adesso quindi dico: al ballottaggio ci arriverò io”. C’è una punta di ironia nelle frecciate che Carlo Calenda, candidato sindaco a Roma, ha inviato al suo rivale del Pd Roberto Gualtieri. Il leader di Azione ha poi affondato il candidato del centrodestra Enrico Michetti: “Nessuno sa chi è. Il centrodestra non ha ancora espresso un candidato a Milano? Nemmeno a Roma”, ha ironizzato Calenda.

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