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Tg Riabilitazione, edizione dell’1 luglio 2020

SCLEROSI SISTEMICA, AIFI: CONTRIBUTO GESTIONE PAZIENTI

La Sclerosi Sistemica e’ una patologia cronica autoimmune con un’incidenza stimata tra i 4 e i 20 nuovi casi per 1.000.000 abitanti l’anno. Si stima che in Italia siano circa 25.000 le persone colpite dalla malattia. I fisioterapisti che si occupano di sclerodermia sono associati al Nis-Aifi, “network formato da professionisti specializzati nella riabilitazione delle patologie reumatiche”, spiega la responsabile Sabrina Centaro, che offrono un contributo nella corretta gestione dei pazienti che soffrono di questa patologia invalidante. E’ comunque fondamentale la collaborazione medico-fisioterapista-paziente perche’ questa ‘alleanza’ aumenta – con la tempestivita’ della presa in carico – l’efficacia del trattamento riabilitativo.

COVID-19, CRESCE LA DEBOLEZZA MUSCOLARE POST TERAPIA INTENSIVA

Si chiama Icuaw-Intensive care Unit acquired weakness ed e’ il termine che definisce la debolezza muscolare acquisita in terapia intensiva, patologia aumentata con il Covid-19. “La sua incidenza, combinata con anomalie a conduzione nervosa e muscolare, nei pazienti in ventilazione meccanica per piu’ di 4-7 giorni, e’ molto alta, fino all’82%”, ha spiegato Maurizio Muscaritioli, ordinario di Medicina interna alla Sapienza di Roma e presidente della Società Italiana di Nutrizione Clinica e Metabolismo (Sinuc). “La diagnosi precoce- ha aggiunto- permette di mettere in atto interventi spesso risolutivi come la riabilitazione e l’intervento nutrizionale”.

SLA, INDIVIDUATO IL NUOVO METODO PER LA DIAGNOSI SU PRELIEVO SALIVA

Una delle patologie più invalidanti e ancora non comprese a fondo è la Sclerosi Laterale Amiotrofica (Sla). In Italia si stimano almeno 3.500 malati e 1.000 nuovi casi ogni anno. Tra le principali difficoltà ci sono certamente i tempi della diagnosi, che a volte possono sfiorare l’anno. Un importante passo in avanti arriva dalla collaborazione tra l’Irccs Fondazione Don Gnocchi e l’Irccs Istituto Auxologico Italiano: i ricercatori hanno individuato nella saliva – grazie a una tecnica innovativa – un biomarcatore utile alla diagnosi precoce della malattia.

AUTISMO, SPINETOLI (ASL RM1): “EFFICACIA METODI TRA IL 20 E IL 40%”

Tra i tanti e diversificati metodi per aiutare i minori con disturbi dello spettro autistico, “non c’e’ un solo metodo che risulti completamente efficace. Stanno tutti tra il 20 e il 40% di efficacia secondo le ultime review degli studi randomizzati-controllati. Sono tutti valutati come lievi, medi, moderati o parziali”. Parte da qui Bruno Spinetoli, direttore della Uoc di Tutela della Salute Mentale e Riabilitazione dell’età evolutiva della Asl Roma 1, che riflette con l’agenzia Dire in merito alla spinosa discussione metodologica sulle tecniche da utilizzare per rispondere ai disturbi dello spettro autistico.

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1 Luglio 2020
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