Coronavirus, i pediatri Sip a Fontana e Gallera: “Vaccino antinfluenzale gratis fino ai sei anni”

Marchisio (presidente Sip Lombardia): "Bene continuare ad usare le mascherine"
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ROMA – “Il vaccino antinfluenzale ha un uso universale dai 6 mesi in su in molti paesi, incluso gli Stati Uniti, da noi invece era concentrato su alcune fasce d’età. La Sip fin dallo scorso anno aveva proposto di liberalizzarlo” e, su questa scia, “il 4 giugno il ministero della Salute ha inviato una circolare a tutte le Regioni. Come Sip Lombardia abbiamo scritto una lettera al presidente della Regione, Attilio Fontana, e all’assessore al Welfare, Giulio Gallera, per sollecitarli a distribuire e ad offrire il vaccino gratuitamente almeno ai bambini dai 6 mesi a 6 anni“. Lo fa sapere Paola Marchisio, presidente della sezione Lombardia della Societa’ italiana di Pediatria (Sip), intervenuta alla diretta Facebook di Dire Salute ‘Al centro del Covid. Lombardia: eta’ pediatrica e psicologia’. Fare il vaccino antinfluenzale in autunno “servirà ad impedire la sovrapposizione tra l’influenza e il ritorno, magari modesto, del Covid-19 e sicuramente di tutti gli altri virus”. Se si verificano casi di febbre, con rinite e tosse, la procedura è la seguente: “Il pediatra di famiglia segnala i casi all’autorità competente, inserendoli in una piattaforma, poi la famiglia viene isolata e tutti devono essere tamponati. Questa situazione in estate accade a un bambino su 50- ricorda Marchisio- ma se in autunno riguarderà 48 bimbi su 50 salterà tutto il sistema. Il vaccino antinfluenzale ha la capacità, essendo efficace e senza effetti collaterali, di ridurre in maniera rilevante la diffusione della patologia respiratoria classica autunnale stagionale”. Per quanto riguarda, infine, il ritorno a scuola a settembre, “ci adegueremo a quanto dirà il ministero. Stiamo aspettando, mi auguro che la scuola possa tornare in presenza- conclude- perché i bambini hanno bisogno di socializzare con le dovute cautele: lavaggio delle mani e distanziamento sociale da chi non conoscono”.

“IN LOMBARDIA SOLO 150 BAMBINI RICOVERATI”

“Numeri esatti sui bambini positivi al Covid-19 in Lombardia, come a livello nazionale, non esistono. Osservando gli ultimi dati, sono stati segnalati 5.000 minori contagiati su 240mila casi, un’inezia. Che cosa è successo? Per quelli che si sono ammalati, è stato in maniera molto lieve e non ha richiesto il ricovero. In tutta la regione Lombardia il totale dei bambini ricoverati si aggira intorno ai 150“, puntualizza Marchisio. “Fino a poco tempo fa i tamponi erano riservati esclusivamente ai bambini ricoverati- continua la pediatra- e di quello che succedeva sul territorio non sapevamo nulla. Inoltre, la Regione Lombardia non ci fornisce i dati divisi per fascia d’età, quindi non ho numeri chiari. Sono presidente della Sip Lombardia e primario in una Unità operativa del Policlinico di Milano, uno dei luoghi clou della situazione lombarda, e dal punto di vista clinico nelle ultime tre settimane non abbiamo avuto neanche più un bambino positivo. La situazione è sotto controllo- garantisce- così come accade anche a livello della popolazione generale. Sicuramente stiamo vivendo un momento molto migliore rispetto a quello che succedeva a marzo e ad aprile”. In conclusione la presidente Sip Lombardia rassicura: “La situazione epidemiologica per i bambini è sempre stata sotto controllo, perché loro rappresentano una piccolissima percentuale dei contagiati rispetto al numero totale dei positivi. Tranne in casi rarissimi, dal punto di vista clinico se hanno avuto il Covid-19- termina Marchisio- il virus si è manifestato in maniera molto lieve o addirittura con sintomi quasi irrilevabili“.

“BENE USO DELLA MASCHERINA E STOP AI GUANTI”

“Sono contenta che l’obbligo di indossare le mascherine vada avanti fino a metà luglio in Lombardia, perché la mascherina all’aperto ci ricorda che dobbiamo fare attenzione. Da sola non basta, deve essere associata al distanziamento sociale, qualora ci siano problemi, e ad una buonissima igiene delle mani. Sono contenta, invece, che abbiano tolto l’obbligo dei guanti, che rappresentavano una falsa sicurezza”, commenta Marchisio. Sul lavaggio delle mani nei bambini, Marchisio ricorda di insegnarlo “fin da quando sono piccolissimi, anche a quelli di 1 anno e mezzo. A loro metto il gel sulle mani e li vedo che sono capaci di lavarle. In questo senso il Covid ci ha aiutato”. Tornando invece sull’uso della mascherina, Marchisio aggiunge: “Credo che aiuti più psicologicamente nel dirci che dobbiamo fare attenzione. Temo che la rimozione assoluta della mascherina all’esterno faccia dimenticare alle persone la pandemia. Non è finita- conclude la pediatra- personalmente sarei per essere più restrittiva: continuiamo ad indossare la mascherina, non in contesto familiare o di amici, ma se vado all’esterno e sono tra gente che non conosco è meglio metterla”.
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1 Luglio 2020
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