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Sudan, corteo e vittime a Khartoum

Almeno sette persone uccise e oltre 180 ferite: è il bilancio fornito dal ministero della Sanità del Sudan
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ROMA – Almeno sette persone uccise e oltre 180 ferite: è il bilancio, fornito dal ministero della Sanità del Sudan, degli scontri che si sono verificati a Khartoum a margine di una manifestazione convocata per chiedere il trasferimento del potere dalla giunta militare a un governo civile. All’indomani del corteo, oggi, il Consiglio militare di transizione al governo da aprile ha sostenuto che “la piena responsabilità per gli eccessi e la perdita di vite di agenti e cittadini è delle Forze per la libertà e il cambiamento”.

Il riferimento è all’alleanza che sta coordinando le proteste, sfociate ad aprile in un intervento dell’esercito e nel rovesciamento del presidente Omar Hassan Al-Bashir, un generale al potere in Sudan per 30 anni. La giunta ha sostenuto che gli agenti hanno mantenuto un atteggiamento improntato “alla cautela” e che la responsabilità delle violenze è di “infiltrati” che avrebbero provato a varcare una zona interdetta per raggiungere il Palazzo presidenziale. L’Associazione dei professionisti sudanesi, una delle organizzazioni promotrici del corteo, ha invitato oggi a manifestare ancora in modo pacifico contro il governo dei militari, definiti “despoti”.

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