mercoledì 10 Giugno 2026

VIDEO | Costa d’Avorio, all’ospedale di Abobo più cure per mamme e neonati

Cuamm e Unipadova aprono Neonatologia e Uti Neonatale con i fondi Aics

ROMA – Partorire è un momento delicato e potenzialmente rischioso e avere a disposizione personale e strutture attrezzate può fare la differenza tra la vita e la morte, della mamma come del bambino. Per questo ad Abobo, quartiere di Abidjan da quasi due milioni di abitanti, donne in gravidanza e neonati sono al centro di un progetto che punta a fornire tutta l’assistenza di cui hanno bisogno: lo riferisce all’agenzia Dire Fondio Tan Nathalie Pleinan, direttrice dell’ospedale universitario ‘Félix Houphouët Boigny’ di Abobo: “Si tratta di un miglioramento davvero importante- dichiara la dirigente- perché non abbiamo la capacità di accogliere tutte le partorienti che si rivolgono a noi. Inoltre, quando i bambini nascono con delle patologie, oppure ci sono complicanze nel parto, siamo costretti a trasferire i pazienti in altre strutture”. Ad oggi, la sala parto ha solo sei posti su una media di una trentina di arrivi al giorno ma “non mandiamo via nessuna, dobbiamo continuamente trovare soluzioni nuove”, come assicura la direttrice.

OBIETTIVO: RIDURRE LA MORTALITÀ NEONATALE

L’intervento di miglioramento dell’ospedale è promosso da Medici con l’Africa Cuamm e l’Università di Padova nell’ambito del Piano Mattei per l’Africa attraverso fondi dell’Agenzia italiana per la Cooperazione allo sviluppo, ed è stato tra i progetti presentati a Coopera 2026, la Conferenza nazionale sulla cooperazione allo sviluppo, che si è svolta dal 26 al 27 maggio a Roma.
L’intervento mira a decongestionare l’ospedale, migliorando i servizi e riducendo la mortalità materno-infantile. “Ora- continua la direttrice- verrà costruito un nuovo padiglione per aumentare i posti letto del reparto di ginecologia, ostetricia e neonatologia. Quest’ultimo in particolare ad oggi non esiste. Presto invece saremo dotati anche di una unità di terapia intensiva neonatale, di un laboratorio per le analisi e poi di una banca del sangue. Tutto ciò- conclude- servirà a soddisfare i bisogni della popolazione: ci contiamo molto e non vediamo l’ora che venga ultimato”.

In Costa d’Avorio il tasso di mortalità materno-infantile secondo l’Oms è di 385 decessi ogni 100mila nati vivi. Un grande miglioramento, rispetto ai 614 del 2011, ma si è ancora lontani dall’obiettivo globale di 140 decessi ogni 100mila nati vivi entro il 2030, mente in Europa tale tasso è di 13 decessi ogni 100mila nati vivi, che scende addirittura a 8 in Italia.

PIÙ AMBULANZE E SPAZI QUATTRO VOLTE PIÙ GRANDI

Nel corso della presentazione del progetto a Coopera, in un video interviene anche il primario di ginecologia Stéphane Adjoussou: “Il nostro ospedale è l’unico di Abobo ad essere dotato del servizio di chirurgia neonatale nel reparto maternità. Registriamo circa 7mila parti all’anno che fanno di noi la prima maternità della Costa d’Avorio. Le nostre strutture però sono troppo piccole per accogliere tutti”.
L’intervento consentirà di ampliare la struttura da 1200 a 4mila mq, inoltre verranno fornite delle ambulanze per rafforzare l’accessibilità delle donne in gravidanza. Parallelamente, saranno costruiti due grandi centri sanitari urbani a Abobo Avocatier e Abobo Baoulé, per alleggerire il carico sull’ospedale. Terzo pilastro del progetto, il programma di formazione specialistica per il personale locale: medici, infermieri ostetrici, tecnici di diagnostica e laboratorio. Quest’ultimo intervento verrà inoltre esteso ad altri 25 centri sanitari in tutto il Paese.

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